No Green Pass, manifestazioni da Milano a Trieste

Il corteo milanese ha provocato disordini in città. Il Clpt lancia l’ultimatum: “ritiro dell’obbligo entro il 30”. E Puzzer si dimette

Le manifestazioni contro il Green Pass sembrano non volersi arrestare: ieri, per il 13esimo sabato consecutivo, il movimento si è ritrovato in piazza Fontana, a Milano.

Il corteo, organizzato senza autorizzazioni, ha raccolto 10 mila persone. Partito senza troppi disordini, la situazione è degenerata verso sera, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

L’onda ha più volte cambiato il proprio percorso: sembrava si volesse dirigere verso la sede Rai di corso Sempione per poi deviare. La tensione è salita all’altezza di via Borgogna, vicino alla Prefettura, al Tribunale e alla Camera del lavoro.

Il gruppo di testa ha cercato di sfondare il cordone di sicurezza degli agenti in tenuta antisommossa. Ci sono state due cariche di alleggerimento che hanno impedito ai contestatori di avanzare. Alcuni di loro sono stati colpiti da manganellate, ma non sono stati segnalati feriti. Intorno alle 21 il corteo si è diretto lungo corso Venezia in direzione di corso Buenos Aires.

Delle oltre 100 persone identificate, due sono state arrestate per resistenza a pubblico ufficiale, mentre altri 8 manifestanti sono stati denunciati dopo le indagini della Digos per “interruzione di servizio pubblico, violenza privata, istigazione a disobbedire alle leggi e per manifestazione non preavvisata“.

L’inchiesta, coordinata dal capo del Pool antiterrorismo della Procura di Milano, Alberto Nobili, “sta valutando la posizione di circa 40 persone aderenti all’area anarchica milanese e varesina” per la loro denuncia, come reso noto dalla Questura.

I cori dei manifestanti sono stati indirizzati, oltre a Governo, virologi, giornalisti e forze dell’ordine, anche ai sindacati, nel giorno della manifestazione organizzata dalla Cgil in risposta ai fatti di Roma (leggi qui).

Nel frattempo, anche il sit-in contro l’obbligo di certificazione verde sui luoghi di lavoro organizzato al porto di Trieste (leggi qui) va avanti.

Al Varco quattro del molo VII, dunque, continua la protesta dei portuali, iniziata il 15 ottobre, con un via vai di persone che non sembra volersi arrestare. Il momento di caos generato da un comunicato del Coordinamento dei lavoratori portuali di Trieste che annunciava la sospensione del blocco si è subito risolto con un ulteriore comunicato in cui veniva reso noto che “il presidio continua fino al 20 ottobre e non si molla“.

É emerso, inoltre, un ultimatum: «se il 30 non otteniamo il ritiro del Green Pass bloccheremo tutta l’Italia – ha annunciato Stefano Puzzer del Clp, poco prima di dimettersi. – Abbiamo parlato con un rappresentante di Governo, il 30 ottobre saremo alla Camera e al Senato senza creare confusione, verranno con noi i rappresentanti di vigili del fuoco, giornalisti e sanitari. Non andrò a lavorare fin quando non lo ritireranno. Domani staremo assieme, ma chi deve arrivare da fuori regione stia a casa e combattere li. Userò il mio tempo per raccogliere tutte le denunce quando i lavoratori verranno chiamati a lavorare senza Green Pass come oggi».

Le dimissioni di Puzzer dal Coordinamento dei portuali di Trieste sono state annunciate tramite Facebook: «in data odierna ho rassegnato le dimissioni dal Clpt di Trieste poiché è giusto che io mi assuma le mie responsabilità – è scritto nel post – una di queste, è la decisione di proseguire il presidio fino al 20 di Ottobre. La decisione è soltanto mia, non è stata forzata da nessuno, anzi non volevano accettarle ma io le ho pretese».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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