Carminati, l’ultima beffa. Il re del Mondo di Mezzo è di nuovo un uomo libero. Il “Nero” esce dal carcere dopo 5 anni e 7 mesi per scadenza dei termini. Bonafede invia gli ispettori. Il legale: così mette sotto pressione i giudici
l «quarto re di Roma», per la smania di soldi e di potere nella capitale. «Er cecato», per aver perso un occhio durante un conflitto a fuoco con la polizia. Il «Nero» di Romanzo criminale, per il suo passato di terrorista di estrema destra nei Nar. Tre modi per definire Massimo Carminati, che ieri mattina è uscito dal carcere di Oristano dopo aver scontato 5 anni e sette mesi. L’imputato principale dell’inchiesta Mafia Capitale, che poi mafia non era come ha decretato a ottobre la Cassazione, riacquista la libertà proprio grazie alla derubricazione dell’accusa più infamante, quella di essere appunto un mafioso. Il suo avvocato, il professore Cesare Placanica, è riuscito, insieme al collega Francesco Tagliaferri, a farlo liberare per una questione tecnica e oggettiva: la scadenza dei termini di custodia cautelare, con il meccanismo della contestazione a catena.
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