L’Italia resta in piedi!

Contro le iniziative iconoclaste che si sono messe in scena in varie parti del mondo, in Italia un movimento spontaneo di cittadini ha organizzato delle contro-manifestazioni

Riportiamo di seguito integralmente il comunicato stampa che ci hanno inviato:

LE NOSTRE CITTÀ RIMANGONO IN PIEDI

Genova, Piazza Acquaverde.
Nella sua città natale c’è un monumento dedicato a Cristoforo Colombo, colui che mutò il destino del mondo.
È solo uno dei tanti monumenti eretti in ogni angolo del globo, in onore del navigatore che scoprì l’America.
Lo sguardo di Colombo è profondo, pensieroso. Guarda lontano, come a mirare verso orizzonti ignoti.
Attorno alla sua immagine quattro bassorilievi narrano l’epopea della sua impresa.
La dedicazione del monumento è del 1857, ma per il suo completamento occorsero sedici anni: la prima pietra venne posta il 27 settembre 1846, l’inaugurazione si tenne invece solo nel 1862.
Il progetto è di Michele Canzio, ma alla realizzazione parteciparono otto diversi scultori, a ognuno dei quali fu affidata una parte dell’opera: la statua principale, i quattro bassorilievi, e le quattro figure ai vertici della costruzione.
L’impresa di Cristoforo Colombo cambiò irrimediabilmente la maniera di percepire il mondo, aprì nuovi orizzonti e fu l’inizio di una nuova epoca: niente, da allora, fu più come prima.
“Unus erat Mundus; duo sint, ait Iste: fuere.”
“Uno era il Mondo; siano due, disse costui: due furono.”
Nella città della Lanterna, superba per uomini e per mura, non poteva mancare un monumento alla sua perenne memoria.
Cristoforo Colombo, genovese e navigatore.

Segue comunicato nazionale:

Gli epigoni nostrani dei movimenti che negli Stati Uniti stanno strumentalizzando la tragica morte di George Floyd per calcare ferite mai sopite nella storia americana sono giunti anche in Italia, decantati con tutti gli onori dai guru del pensiero unico.

Di fronte alla furia iconoclasta che da oltreoceano rischia d’investire anche l’Italia, le comunità militanti di FEDErAZIONE riaffermano che le loro città “resteranno in piedi”: in nome dell’arte che – con i suoi monumenti – segna indelebilmente i nostri paesaggi e i nostri destini nazionali come continuità di una civiltà.

In questi giorni siamo di fronte non ad una riflessione seria sul nostro passato, inevitabilmente non privo di aspetti critici se visto con gli occhi dei contemporanei, ma ad una vera e propria demonizzazione della nostra cultura.

Ciò che alcuni movimenti (non certo spontanei) vogliono, è una vera e propria guerra civile – tanto cara alla sinistra globalista – allo scopo di minare le fondamenta delle nazioni.

Raccogliamo oggi l’appello che un secolo fa un grande italiano quale fu Gabriele D’Annunzio lanciò al nostro popolo:
“Difendete il pensiero ch’essi minacciano, la Bellezza ch’essi oltraggiano!”.

La redazione di Mercurio si congratula con questi coraggiosi cittadini: iniziative come questa sono importanti in questo momento di confusione culturale!

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