Elezioni: Letta vince a Siena

Il Pd vince il seggio alle suppletive. Testa a testa tra Michetti e Gualtieri a Roma e tra Lo Russo e Damilano a Torino. Verso la vittoria Lepore, Manfredi e Sala a Bologna, Napoli e Milano

Si sono chiuse alle 15 le urne per le elezioni amministrative 2021 (leggi qui). L’affluenza definitiva è stata del 54,69%: un elettore su due tra gli aventi diritto non ha votato.

Al via quindi le operazioni di scrutinio e l’accertamento del numero dei votanti definitivi per ciascuna consultazione, procedendo nell’ordine, nei Comuni interessati, prima allo scrutinio per le suppletive della Camera e successivamente, senza interruzione, allo scrutinio per le amministrative.

Con 292 sezioni scrutinate sul totale di 292 del collegio uninominale Toscana 12 per la Camera, il segretario del Pd Enrico Letta ottiene il 49,92% delle preferenze con 33.391 voti e vince le elezioni del collegio uninominale Toscana 12. Il candidato del centrodestra, Tommaso Marrochesi Marzi ha ottenuto il 37,83% pari a 25.303 voti. 

Lo staff e i vertici regionali e locali del partito si sono complimentati nel corso di una riunione al comitato elettorale, quando sono giunti i dati comunicati dai vari seggi. «Questa grande vittoria del Pd e del centrosinistra rafforza l’Italia e il Governo: siamo tornati in sintonia con il Paese – ha dichiarato il segretario del partito. – Abbiamo vinto perché abbiamo privilegiato l’unità, prima quella interna del Pd, e in secondo luogo l’unità del centrosinistra che abbiamo portato in tutti i comuni dove si è votato e più l’unità del paese. Questa grande vittoria del centrosinistra e del Pd rafforza l’Italia perché rafforza il Governo Draghi».

«Si vince allargando la coalizione, andando oltre il Pd. Abbiamo dimostrato che la destra è battibile – ha proseguito il leader del partito. – La destra ha sbagliato campagna elettorale. Vinceva quando aveva un federatore, Berlusconi. Senza Berlusconi non vince più. Abbiamo dimostrato che la destra è battibile, ha sbagliato completamente la campagna elettorale, il centrodestra non c’è più, non c’è più il federatore, Berlusconi. Questo è il dato che è emerso».

Sui risultati si è espresso anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte: «l’avevo detto, ci avrei messo la faccia e ce la metto, questo è il tempo della semina per il M5s, siamo appena partiti con il nuovo corso, si è insediato appena prima che si depositassero liste, il nuovo corso non ha potuto dispiegare appieno le sue potenzialità. I risultati confermano l’enorme potenzialità del nuovo corso e la prospettiva seria di lavorare con le forze progressiste. I cittadini non possono essere considerati pacchi postali che raccolgono le nostre indicazioni con un vincolo stringente. Ma la nostra proposta politica non può avere alcuna affinità con le forze politiche di destra. Ora aspettiamo si consolidino i dati, poi valuteremo per i ballottaggi le possibilità di un dialogo. Non potremo avere nessuna suggestione per le forze di destra, per il resto valuteremo nei prossimi giorni».

Sui risultati fino a questo momento è arrivato anche il commento del leader della Lega, Matteo Salvini: «abbiamo scelto i migliori candidati possibili, non criticherò nessuno, ma il voto di continuità nelle città e il non voto ci dice che abbiamo fatto tardi nella loro scelta». Ha poi aggiunto: «il centrodestra sia più compatto e meno litigioso: dove siamo uniti, come in Calabria, vinciamo. Chi non è andato a votare non è un marziano, ma gente che ha perso fiducia e questa è anche colpa mia».

Si parte dalla Calabria dove viene data priorità al voto per il presidente di Regione. Le proiezioni danno Occhiuto al 55%, Bruni al 25,6%, De Magistris al 17,4% e Oliverio al 2,1%. Occhiuto, dunque, potrebbe vincere al primo turno.

«Un risultato che ci aspettavamo perché le piazze, la gente ci confermava passo dopo passo la fiducia nella continuità, in un lavoro che è stato fatto in un anno di pandemia difficilissimo, ma che ha portato la Calabria con la barra dritta in un porto sicuro che dopo la morte di Jole poteva essere uno sfacelo e, invece, abbiamo assorbito il lutto e abbiamo continuato a vele spiegate nel suo nome» – ha commentato il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì.

Si procede con i candidati a sindaco dei 6 capoluoghi di Regione.

Per Milano, le proiezioni danno l’uscente Sala al 57,4%, Bernardo al 31,6% e Pavone al 3,1%. Nel capoluogo lombardo si è registrata l’affluenza alle elezioni comunali più bassa di sempre: meno di un elettore su due è andato alle urne, alla chiusura dei seggi ha votato infatti il 47,6%. «Credo che quello che sta maturando a Milano è qualcosa di importante, un evento quasi storico» – è stato il primo commento di Sala.

Roma, invece, vedrebbe Raggi al 18,9%, Gualtieri al 27,4%, Michetti al 30,3% e Calenda al 18,6%. Si preannuncia, dunque, un ballottaggio tra il candidato di centrodestra, Michetti, e quello di centrosinistra, Gualtieri. L’affluenza totale sarebbe del 36,82%.

A Bologna si attesta ai primi posti delle proiezioni Lepore con il 58,5%, seguito da Battistini con il 31,3% e Palumbo al 2,2%. Lepore, candidato di centrosinistra, potrebbe vincere al primo turno. Anche per Bologna il dato sull’affluenza è negativo: ha votato il 51,87% degli aventi diritto.

Napoli, invece, è dominata da Manfredi con la proiezione al 62,7% a cui fanno seguito Maresca al 21,6%, Bassolino all’8,4% e Clemente al 5,8%. Il candidato di centrosinistra e M5S, quindi, potrebbe vincere al primo turno. Il dato sull’affluenza è del 47,19%.

Su Torino le proiezioni danno vantaggio a Lo Russo con il 43,5%, dietro Damilano (38,6%), Sganga (9%) e D’Orsi (3%). La sfida è quindi aperta tra il candidato di centrosinistra e quello di centrodestra. L’affluenza segna il dato peggiore della storia: nei 919 seggi si sono presentati 331.488 elettori, pari al 48,06% dei 689.684 aventi diritto.

Infine, su Trieste per le proiezioni il 45,4% sarebbe per Dipiazza, dopo arrivano Russo (32%) Laterza (9%). L’affluenza calcolata è del 33,83%.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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