Governo, primo SCIvolone

Chiusure piste da sci, nessun preavviso. Così Draghi sembra Conte. E Ricciardi invoca il lockdown totale

A poche ore dalla riapertura annunciata e pure disciplinata da ordinanze il vecchio e nuovo ministro della Salute, Roberto Speranza, ha chiuso nuovamente tutti gli impianti sulle piste di sci che avrebbero invece dovuto riaprire questa mattina. Lo ha fatto per l’ennesima volta con un decreto che arriva a poche ore dalla scadenza, e gettando nel caos tutti quelli che sulle piste da sci si guadagnano il pane. Il nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stato informato prima della firma sul decreto, ma non sappiamo quanto abbia condiviso, perché non ha detto una parola seguendo lo stile che vorrebbe imprimere alla non-comunicazione governativa. Eppure questo è il primo atto ufficiale del suo governo, e si inserisce nel solco tristemente noto di quello precedente. Informazioni date alla rinfusa e contraddittorie, decisioni prese in extremis e calate sulla testa della vita della gente senza nemmeno sentirsi in dovere di fornire spiegazioni.

Fino a ieri mattina gli impianti sciistici dovevano infatti riaprire in zona gialla (gran parte di Italia) dal 15 febbraio dopo un sostanziale inverno in bianco per tutti gli operatori, cui era già saltata la stagione natalizia. Ovviamente loro si erano organizzati, gli alberghi di quelle località avevano raccolto caparre e prenotazioni, gli skipass erano stati ampiamente venduti e nella certezza di ripartire con le settimane bianche erano stati attivati contratti di lavoro stagionali. Restano tutti senza lavoro, e lo sanno solo poche ore prima di riprendere la loro vita dopo che per mesi non era stato possibile. Uno schiaffo a lavoratori, imprese, Pil e turismo assestato ancora una volta con il consueto pressappochismo e senza nessun rispetto per chi si rimbocca le maniche e prova a guadagnarsi onestamente il pane. E non solo a loro, perché come si notava ieri al Monte Terminillo, ora c’è anche il tema dei turisti infuriati che avevano già pagato caparre e skipass, e bisogna stabilire chi, quando e come dovrà risarcirli.

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