Così titola l’Economist in merito alla situazione afgana. Nel frattempo la Grecia chiude la frontiera ai possibili profughi mentre l’aeroporto di Kabul conta 20 vittime
Altre 7 persone sono morte nella calca all’aeroporto di Kabul dove migliaia di afgani si sono riversati nella speranza di fuggire dall’Afghanistan. Il bilancio fino ad oggi è di 20 vittime, stando a quanto riportato dalla Nato. Secondo i talebani, il caos è responsabilità degli Stati Uniti: «l’America, con tutta la sua potenza e le sue strutture non è riuscita a portare ordine all’aeroporto. C’è pace e calma in tutto il Paese, ma c’è caos solo all’aeroporto di Kabul» – ha, infatti, detto Amir Khan Mutaqi, un funzionario degli insorti
Un’accusa su tutti i fronti, dunque, per gli Stati Uniti e, in particolar modo, per il suo presidente Joe Biden. Una situazione che l’Economist ha definito, questa mattina, una “debacle“. Il settimanale ha pubblicato un approfondimento dal tema “Cosa significa per l’Afghanistan e l’America il ritiro dalle truppe Usa”, mettendo in luce il fallimento dell’intelligence e la reazione internazionale all’uscita disordinata dell’America e chiedendosi se decenni di impegno americano lasciano un’eredità positiva per il popolo afghano. A completare la copertina, quattro foto drammatiche dei civili afghani aggrappati ad un aereo all’aeroporto di Kabul, diventate immagini simbolo della drammatica situazione in cui imperversa il Paese.
Il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan, infatti, mette a serio rischio gli anni di duro lavoro portato avanti da decine di organizzazioni non governative italiane e di altri Paesi attive nel settore della cooperazione allo sviluppo, oltre a mettere in pericolo gli operatori umanitari e sanitari, sia quelli stranieri ancora presenti sia i collaboratori locali. Una presenza costante da 10/20 anni quella di molte Ong, ora ancora più cruciale dato l’aumento esponenziale e molto rapido degli sfollati interni: sono già 2,9 milioni secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr), oltre cinque milioni per l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). La stessa Oim prevede altri 359 mila di nuovi sfollati nel 2021 e nell’ultimo mese ha registrato 75 mila minori costretti ad abbandonare le loro case. A questi dati già drammatici si aggiunge quello di cinque milioni di afghani al limite della sopravvivenza, per non parlare dei 14 milioni a rischio fame, secondo il Programma alimentare mondiale (Pam/WFP), per i quali aiuti alimentari saranno vitali nei prossimi mesi, in particolare per due milioni di bambini malnutriti.
Un dramma, quindi, che si acuisce all’arrivo della notizia da Atene del completamento di un muro che divide la Grecia dalla frontiera turca. Un muro tirato su per bloccare un’eventuale ondata di profughi in fuga dall’Afghanistan. La recinzione, già esistente, è stata ampliata e rafforzata con un nuovo sistema di sorveglianza.
E proprio sulle drammatiche operazioni di evacuazione in Afghanistan, questa sera, alle ore 22 in Italia, il presidente Usa Joe Biden parlerà alla nazione per la terza volta dalla presa di potere dei talebani. Secondo quanto riferito dai media americani, il discorso si terrà nella sala Roosevelt dopo una riunione a porte chiuse.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: REUTERS/Stringer

