Afghanistan, il ponte con l’Occidente

I diplomatici e l’avviso a Washington sull’ascesa dei talebani. 10 mila persone pronte a partire, i militari lanciano gas lacrimogeni

Prosegue il ponte aereo tra l’Afghanistan e i Paesi occidentali per rimpatriare in tutta fretta i membri dell’ambasciata e gli afghani che nel corso degli anni hanno collaborato con le potenze occidentali (leggi qui).

La folla è così corposa che i militari all’aeroporto di Kabul hanno usato gas lacrimogeni per disperderla mentre tentava di accedere allo scalo, dopo che ieri il Pentagono ha annunciato che le operazioni di evacuazione dall’Afghanistan sarebbe state accelerate. Si parla infatti di circa 10 mila persone in attesa di evacuare.

In Italia è atterrato stanotte a Fiumicino un volo con 194 afghani evacuati, proveniente dal Kuwait dopo il trasferimento da Kabul. Intanto nell’aeroporto della capitale sono circa 6 mila persone che hanno completato le procedure necessarie e sono in attesa di imbarcarsi, come comunicato dal portavoce del dipartimento di Stato Ned Price. Il dipartimento continua in queste ore a inviare dirigenti dei consolati per contribuire all’evacuazione, anche in Qatar e Kuwait.

Stando al Wall Street Journal, questa corsa dell’ultimo momento poteva essere evitata: pare, infatti, che i diplomatici americani in servizio a Kabul abbiano avvisato un mese fa Washington dell’avanzata rapidissima dei talebani e abbiano fornito consigli su come accelerare le evacuazioni. Secondo il WSJ una ventina di dirigenti del dipartimento di Stato all’ambasciata Usa avrebbero mandato un memo interno al segretario Antony Blinken per avvisarli del potenziale collasso di Kabul poco dopo il termine del 31 agosto per il ritiro delle truppe americane.

Le polemiche arrivano anche dalle fila degli stessi militari. Un ex della Marina britannica, Paul Farthing, ha denunciato quanto sta accadendo all’aeroporto di Kabul spiegando che mentre migliaia di civili erano ammassati nello scalo in cerca di una via di fuga, un aereo militare è partito per la Norvegia praticamente vuoto, portando solo la moglie di Farthing e una manager incinta insieme al figlio. «Lasceremo indietro le persone – ha detto Farthing, che ha deciso di restare nel Paese fino a quando tutti i membri dello staff e le loro famiglie non saranno in salvo – la situazione è straziante, l’evacuazione un assoluto disastro. Assisteremo ad alcune scene assolutamente orribili».

I ministri degli Esteri della Nato hanno rilasciato una dichiarazione in merito alla difficile situazione: «nelle circostanze attuali, la Nato ha sospeso ogni sostegno alle autorità afghane. Qualsiasi futuro governo afghano deve aderire agli obblighi internazionali dell’Afghanistan; salvaguardare i diritti umani di tutti gli afghani, in particolare donne, bambini e minoranze; sostenere lo stato di diritto; consentire il libero accesso umanitario; e garantire che l’Afghanistan non serva mai più come rifugio sicuro per i terroristi», hanno scritto. Rimarcando poi la comunione nella preoccupazione per i gravi eventi di questi ultimi giorni: «chiediamo l’immediata fine della violenza. Esprimiamo inoltre profonda preoccupazione per le segnalazioni di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto l’Afghanistan».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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