Durigon, arrivano le dimissioni

Il sottosegretario della Lega cede sotto le accuse di fascismo

Il sottosegretario della Lega all’Economia Claudio Durigon ha presentato le dimissioni dopo aver incontrato il segretario di partito Matteo Salvini.

Nelle scorse settimane, Durigon era stato accusato di apologia del fascismo per aver proposto di reintestare il parco di Latina ad Arnaldo Mussolini, fratello del Duce, sostituendolo quindi ai nomi di Falcone e Borsellino. Durigon ha dichiarato di aver commesso un errore di comunicazione ma di non esser mai stato fascista, anzi, si dichiara contrario a ogni dittatura e ricorda i valori cristiani della sua famiglia.

Una decisione che appare inevitabile, soprattutto considerato che il premier Mario Draghi nei giorni scorsi aveva invitato Salvini a “comporre la situazione”. Il leader della Lega ha promesso a Durigon nuovi incarichi definendolo una persona “schietta, concreta e coraggiosa che ha lasciato per amore dell’Italia e della Lega“.

L’ex ministro ha scelto di dare la sua versione tramite una lettera aperta: «ho deciso di dimettermi dal mio incarico di governo che ho sempre svolto con massimo impegno, orgoglio e serietà – ha dichiarato – è una decisione che ho preso per uscire da una polemica che sta portando a calpestare tutti i valori in cui credo, a svilire e denigrare la mia memoria affettiva, a snaturare il ricordo di ciò che fecero i miei familiari proprio secondo quello spirito di comunità di cui oggi si avverte un rinnovato bisogno». E, aggiunge: «un processo di comunicazione si valuta non in base alle intenzioni di chi comunica, ma al risultato ottenuto su chi riceve il messaggio: è chiaro che, nella mia proposta toponomastica sul parco comunale di Latina, pur in assoluta buona fede, ho commesso degli errori. Di questo mi dispiaccio e, pronto a pagarne il prezzo, soprattutto mi scuso. Mi dispiace che mi sia stata attribuita un’identità “fascista”, nella quale non mi riconosco in alcun modo. Non sono, e non sono mai stato, fascista. E, più in generale, sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra: sono cresciuto in una famiglia che aveva come bussola i valori cristiani».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

Rispondi