R. Kelly ritenuto colpevole di abusi e racket

La star dell’R&B è stato dichiarato colpevole per i reati contestati inerenti ad un’organizzazione che reclutava e sfruttava donne

R. Kelly, il cantautore R&B autore della famosissima I believe I can fly, è stato dichiarato da una giuria federale colpevole di abusi sessuali, abusi sessuali di minori, sfruttamento sessuale e racket. La condanna, per lui, potrebbe essere l’ergastolo: si dovrà attendere il 4 maggio per conoscere la sentenza.

Il cantante 54enne, nel dettaglio, era accusato di aver guidato e gestito per oltre 20 anni un’organizzazione criminale di Chicago che reclutava donne, soprattutto afroamericane, sottoponendole ad abusi di natura sessuale e psicologica. Alcune delle vittime, testimoni durante il processo, erano minorenni al tempo dei fatti.

Già 13 anni fa Robert Sylvester Kelly (il vero nome della star) era stato accusato di pedopornografia e poi assolto da un tribunale dell’Illinois. Nel 2019, tuttavia, un documentario dal titolo Surviving R Kelly aveva portato alla luce nuovi dettagli su come l’entourage del cantante mettesse a tacere gli abusi sulle vittime. Pochi mesi dopo l’uscita del documentario, R. Kelly veniva arrestato con l’accusa avanzata dalla magistratura federale di racket e violazione del Mann Act, la legge statunitense che proibisce lo sfruttamento sessuale.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: REUTERS/Daniel Acker

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