L’EPA vuole ridurre i limiti consentiti di PFAS

Le sostanze nocive erano già state protagoniste del caso sulle falde acquifere contaminate in Veneto

La contaminazione delle falde acquifere con sostanze perfluoroalchiliche (note come PFAS) torna al centro del dibattito ambientale ed è più grave di quanto già non si pensasse. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (EPA) ha infatti diffuso una bozza di analisi di tossicità che ha analizzato il livello di pericolosità di due specifici PFAS: i PFOS (acido perfluorottano sulfonico) e i PFOA (acido perfluoroottanoico). I risultati dello studio dimostrano che il livello “sicuro” di esposizione dell’acqua potabile a queste sostanze è drasticamente più basso di quello attualmente fissato per legge.

Attualmente la legge Usa ritiene accettabile la presenza di PFAS nelle falde acquifere entro il limite di 70 parti per trilione, ma questo recente studio dell’EPA dimostra come le sostanze siano potenzialmente pericolose a livelli ben più bassi.

Gli studi epidemiologici portati avanti dall’EPA annoverano gli PFOA fra le sostanze potenzialmente cancerogene e gli PFAS come inibitori dell’efficacia del vaccino anti-Covid. L’Agenzia ha quindi avanzato richiesta per abbassare i limiti di PFAS consentiti già entro l’anno prossimo, per far sì che le restrizioni diventino operative almeno entro il 2023.

Oltre alle naturali tempistiche dei procedimenti legislativi, che richiederanno ulteriori accertamenti, a mettere i bastoni fra le ruote di questo progetto ci sono anche le industrie dei settori principalmente incriminati, a partire da quello chimico e farmaceutico.

Di queste sostanze abbiamo sentito parlare anche in Italia, specialmente nel caso della presenza di PFAS nelle falde acquifere del Veneto. I rilevamenti fatti portarono alla luce un vero e proprio disastro ambientale esteso in tre province e collegato ai riversamenti di un’azienda chimica. Oggi la riapertura del dibattito negli Usa farebbe ben sperare per una nuova presa di posizione legislativa anche nel nostro Paese.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA

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