De Donno, morto il primario del plasma

Si sarebbe impiccato senza lasciare alcun biglietto il primario di Mantova che nel 2020 promuoveva la cura per il Covid con il plasma iperimmune

È stato trovato morto ieri pomeriggio nella sua abitazione di Curtatone, nel Mantovano, l’ex primario di Pneumologia dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, Giuseppe De Donno. Secondo le prime notizie il medico 54enne si sarebbe tolto la vita impiccandosi. De Donno era diventato uno dei volti simbolo della lotta al coronavirus promuovendo, in particolare, la cura con il plasma. A ritrovare il suo corpo sono stati i familiari, la moglie Laura e i due figli, Martina, consigliere comunale nel paese, ed Edoardo con cui viveva ad Eremo, una frazione di Curtatone. Non è stato rinvenuto nessun messaggio.

«Giuseppe era una persona straordinaria – ha commentato il lacrime il sindaco Carlo Bottani, amico intimo del medico. – Ho avuto il privilegio di essere al suo fianco nella prima fase del lockdown e ho visto quanto si è speso per i suoi pazienti. La storia lo ricorderò per il bene che ha fatto». Tutta la comunità è sotto shock per la sua morte. «Con il nuovo lavoro di medico di base – ha aggiunto il primo cittadino – l’avevamo visto felice della nuova opportunità. Io stesso lo avevo affiancato quando ai primi di giugno aveva annunciato che lasciava l’ospedale per dedicarsi alla medicina di base». De Donno, infatti, si era dimesso dal suo ruolo all’ospedale di Mantova lo scorso giugno per iniziare a lavorare come medico di base a Porto Mantovano.

«Siamo sinceramente allibiti – ha dichiarato il direttore dell’Asst di Mantova. – Ho avuto modo di conoscere di persona e confrontarmi più di una volta con De Donno e devo dire che era una persona davvero squisita: onesto fino in fondo, si è sempre speso per la verità e per gli altri. Durante la prima ondata del Covid aveva dato il meglio di se stesso ed era davvero apprezzato sia dai colleghi medici che dalle centinaia di pazienti che hanno avuto a che fare con lui. Aveva investito moltissimo anche nelle ricerche sul plasma, cura che ora è stata abbandonata ma che nonostante tutto aveva dato i suoi frutti. L’abbandono del plasma per altre cure per lui è stato sicuramente un colpo decisamente difficile da gestire».

Nell’ultimo anno e mezzo l’ex primario si era infatti distinto per essere stato il primo ad iniziare la cura del Covid con le trasfusioni di plasma iperimmune, la controversa terapia che prevedeva l’infusione di sangue di contagiati dal coronavirus, opportunamente trattato, in altri pazienti infetti. «Con il plasma abbiamo aiutato pazienti gravi – aveva commentato De Donno a TgCom24 nel maggio del 2020. – Ci sono stati miglioramenti clinici ma aspettiamo la pubblicazione dello studio, intanto ci chiamano da tutto il mondo».

Nessun biglietto d’addio lascia aperta la domanda sulle motivazioni che hanno spinto De Donno al gesto estremo. Probabilmente sono da considerarsi problematiche lavorative e personali. Nel frattempoi gli uomini del colonnello Antonello Minutoli, comandante provinciale dei carabinieri di Mantova, coordinati dalla Procura di Mantova, stanno indagando per escludere eventuali responsabilità di terzi.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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