Mafia, sciolto Comune di Foggia

Il Consiglio dei Ministri ha affidato la gestione dell’ente a una commissione straordinaria

È stato sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Foggia, a seguito delle valutazioni della commissione di accesso inviata dal Viminale nel capoluogo lo scorso 9 marzo.

Le indagini hanno evidenziato la presenza di elementi definiti “concreti, univoci e rilevanti” su collegamenti tra amministratori locali e la criminalità organizzata. La relazione consegnata al prefetto di Foggia, Carmine Esposito, evidenzia in 6 pagine gli atti intimidatori posti in essere dal 2014 nei confronti di alcuni consiglieri comunali e mette in luce l’esistenza di una preoccupante pressione criminale sul Comune. Inoltre dal febbraio 2015 le inchieste giudiziarie legate ad ipotesi di corruzione hanno coinvolto diversi amministratori pubblici.

Pertanto il Consiglio dei Ministri ha sciolto il Comune e ha affidato la gestione dell’Ente a una commissione straordinaria, composta dal prefetto a riposo Marilisa Magno, dal viceprefetto Rachele Grandolfo e dal dirigente Sebastiano Giangrande.

La storia del Comune di Foggia è travagliata. Era stato già sciolto dopo le dimissioni rassegnate dall’ex sindaco Franco Landella lo scorso 4 maggio e non revocate entro i 20 giorni dalla loro presentazione, anche perché il 21 maggio l’ex primo cittadino leghista era stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di tentata concussione, corruzione, salvo poi esser stato rimesso in libertà dopo 10 giorni. Landella oggi è libero, ma interdetto dai pubblici uffici per un anno.

Nell’inchiesta era stata coinvolta anche la moglie, Daniela Di Donna, dipendente comunale, che è interdetta dai pubblici uffici per 10 mesi.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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