Botta e risposta tra Luciana Lamorgese e Matteo Salvini, dal tema della cittadinanza a quello degli sbarchi in Sicilia
Sono ore di fuoco queste per la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Dopo le dichiarazioni sull’obbligo del Green Pass per accedere ai locali (leggi qui), è poi toccato al tema degli sbarchi, dei migranti e dello ius soli. E questa volta, a fronteggiarla, c’era l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Il capo del Viminale ha colto al volo le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante la conferenza stampa che ha chiuso le Olimpiadi di Tokyo 2020 (ne abbiamo parlato qui) per riprendere in mano la questione dello ius soli. «È un tema che si pone e di cui dobbiamo ricordarci non solo quando i nostri atleti vincono delle medaglie – ha detto Lamorgese. – Dobbiamo aiutare le seconde generazioni a sentirsi parte integrante della società».
E il leader del Carroccio non si è certo fatto sfuggire l’occasione per richiamare alla luce un altro tema caldo, i migranti. «Invece di vaneggiare di ius soli, visto che con la legge vigente siamo il Paese europeo che negli ultimi anni ha concesso più cittadinanze in assoluto, il ministro dell’Interno dovrebbe controllare chi entra illegalmente in Italia. Ci sono decine di migliaia di sbarchi organizzati dagli scafisti, senza che il Viminale muova un dito» – ha detto Salvini. A cui, invece, ha risposto il segretario del Pd, Enrico Letta: «chi gioca e lucra sullo ius soli semplicemente è fuori dalla realtà. È un tema che non c’entra nulla con la sicurezza e la gestione dei migranti. C’entra con l’equità, l’integrazione, la vitalità di una società che è cambiata a dispetto della lettura faziosa che ne fanno i populisti».
Sul tema sbarchi, a margine della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura a Torino, Lamorgese ha dichiarato: «molti degli sbarchi sulle coste siciliane sono autonomi e noi non possiamo fermarli. Il contrasto dell’immigrazione via mare è molto diverso da quello via terra. Lo faremo in Sicilia, una scelta giusta perché è un momento di arrivi. Il problema dell’immigrazione è complesso, va avanti da anni e richiede interventi a livello europeo. Va tutto contestualizzato. I numeri sono aumentati, certamente, ma non parlerei di invasione, siamo a più di 30 mila arrivi ad agosto, ma tradizionalmente luglio e agosto sono mesi in cui i flussi sono maggiori». E poi, rispondendo alla frecciata di Salvini, ha aggiunto: «Salvini evidentemente non ha ben chiare quelle che sono le difficoltà che stiamo vivendo quotidianamente, ma se ci sono iniziative che non abbiamo adottato e lui ci può suggerire per bloccare gli arrivi via mare io le raccolgo volentieri» – lo incalza la ministra.
E Salvini, nel botta e risposta, ribatte: «annuncia ‘controlli a campione’ nei bar e nei ristoranti. Quanto dobbiamo aspettare per ‘controlli a campione’ anche nei porti e ai confini?». Al leader leghista si aggiungono anche gli alleati di destra, con il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani in prima fila: «ormai sbarcano quasi 1000 migranti al giorno. Chiediamo un’azione Ue condivisa nella gestione dei flussi e dei rimpatri. E poi un piano per l’Africa. Fermiamo questa tratta di esseri umani». Giorgia Meloni, invece, ne approfitta per rilanciare: «lo ripeterò all’infinito, esiste un solo modo per fermare le partenze e l’immigrazione illegale di massa: blocco navale subito».
E poi, come in un infinito uroboro, ecco che il sottosegretario all’Interno, il leghista Nicola Molteni, torna al tema iniziale, lo ius soli, definendo le parole di Malagò un “maldestro“: «la cittadinanza è uno status non un diritto. La legge sulla cittadinanza non si cambia. Lo ius soli non passerà mai. E la Lega è la garanzia di ciò» – promette. Una posizione leggermente mitigata dall’azzurra Deborah Bergamini (secondo la quale “più che pensare ad introdurre nuove forme di ius soli” servirebbe “far funzionare al meglio il sistema di regole attualmente in vigore“) ma totalmente contrastata dagli esponenti del Nazareno (“lo ius soli è già nei fatti“) e dal co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, che dice: «questi ragazzi devono sentirsi parte integrante della società. Ed è paradossale che Salvini parli di ‘vaneggiamenti’ mentre gioiva delle medaglie olimpiche vinte da atleti non nati in Italia».
Ultima frecciatina ma sicuramente partita ancora aperta.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA

