Assemblea Onu, Draghi: “Italia donerà 45 milioni di dosi”

Anche Biden ha annunciato la distribuzione di altre 500 milioni di dosi. Draghi propone un board finanziario e sanitario per la vaccinazione nei Paesi più poveri

L’Italia triplica i suoi sforzi nella diffusione dei vaccini anti-Covid nel mondo. Ad annunciarlo è stato il premier Mario Draghi nel suo intervento al Global Covid-19 Summit, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Dalle 15 milioni di dosi annunciate al Global Health Summit di Roma dello scorso maggio, infatti, il primo ministro ha fatto sapere che il Paese è pronto a donare 45 milioni di sieri ai Paesi più poveri entro la fine dell’anno.

L’annuncio arriva dopo le critiche avanzate dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ai Paesi ricchi nella gestione delle dosi. In apertura di Assemblea aveva, infatti, dichiarato: «la maggioranza del mondo più ricco si è vaccinata, oltre il 90% degli africani sta ancora aspettando la prima dose. Questo è un atto d’accusa morale contro lo stato del nostro mondo, è un’oscenità. Da un lato vediamo vaccini sviluppati in tempi record, dall’altro vediamo quel trionfo annullato dalla tragedia della mancanza di volontà politica, dall’egoismo e dalla sfiducia».

Ecco, quindi, che in risposta arriva l’iniziativa italiana, che non è l’unica. Anche il presidente Usa Joe Biden ha, infatti, lanciato il suo appello ai leader mondiali, dicendo: «siamo di fronte a una tragedia globale che ha già fatto 4,5 milioni di morti. Per questo dobbiamo fare di più per sconfiggere questa pandemia, e lo dobbiamo fare accelerando sul fronte dei vaccini». Contestualmente anche l’amministrazione statunitense ha annunciato la donazione di ulteriori 500 milioni di dosi ai Paesi più poveri (che salgono nel complesso a 1,1 miliardi), oltre lo stanziamento di altri 370 milioni di dollari per incentivare la distribuzione dei vaccini in tutto il mondo.

L’obiettivo esplicitato da Biden è, infatti, la vaccinazione di almeno il 70% del mondo entro settembre 2022. «Gli Stati Uniti vogliono essere l’arsenale dei vaccini come sono stati l’arsenale della democrazia durante la Seconda guerra mondiale. Ma la pandemia si sconfigge solo agendo tutti insieme» – ha affermato il presidente.

Lo stesso Draghi, sempre in occasione del summit, ha sottolineato quelle che sono le problematiche organizzative che impediscono una distribuzione capillare ed efficace. Secondo il premier bisogna agire attraverso una “cooperazione globale” e meccanismi multilaterali come il Covax che restano “i più efficaci“. Per questo il primo ministro si è impegnato nella creazione, in occasione del G20 che si terrà a Roma ad ottobre di un Global Health and Financial Forum, uno strumento che possa sopperire allo scarso coordinamento tra le autorità sanitarie e quelle finanziarie.

Il board avrà come obiettivo quello di far dialogare meglio l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le agenzie dell’Onu con la Banca Mondiale e le altre istituzioni finanziarie internazionali in modo da prendere decisioni più rapide ed efficaci.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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