Draghi: “summit ha riempito di sostanza le parole, ora nostra credibilità dipende dalle azioni”
Si sono conclusi i lavori del summit G20 a Roma (leggi qui).
L’ospite del vertice che ha visto partecipare i maggiori leader del mondo, il premier italiano Mario Draghi, ha chiuso il tavolo alla Nuvola dell’Eur. Nel suo discorso il primo ministro ha voluto sottolineato il “grandissimo lavoro” fatto in questi due giorni, con la riforma dei sistemi finanziari in merito ai vaccini per i Paesi più poveri, ma anche con l’impegno nella lotta al cambiamento climatico soprattutto per le future generazioni. Su quest’ultimo tema, ha rimarcato, i Paesi del G20 si impegno in modo vincolante per la neutralità carbonica entro il 2021 e l’azzeramento delle emissioni entro il decennio.
«In questo vertice – ha detto – abbiamo fatto sì che i nostri sogni sono ancora vivi ma adesso dobbiamo accertarci di trasformarli in fatti. Voglio ringraziare gli attivisti che ci mantengono sulla rotta giusta. Molti dicono che sono stanchi del bla bla, io credo che questo summit sia stato pieno di sostanza. Vogliamo essere giudicati da quello che faremo, non quello che diciamo. Questo vertice ha riempito di sostanza le nostre parole, la nostra credibilità dipende dalle nostre azioni».
Draghi ha poi tenuto una conferenza stampa in cui ha voluto innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno permesso questo G20: chi ha lavorato al centro conferenze, le forze dell’ordine che hanno mantenuto la sicurezza a Roma e gli sherpa che hanno lavorato incessantemente ai testi poi discussi e approvati.
Ha poi ripreso un tema già trattato in apertura, quello del multilateralismo: «negli ultimi anni la capacità che i Paesi del G20 hanno avuto di lavorare insieme è diminuita. Ma è cambiato qualcosa in questo vertice e mi rende fiducioso sulla capacità che il G20 sembra aver ritrovato di affrontare le sfide epocali. Covid, clima, salute, disuguaglianze: abbiamo scoperto essere sfide che non si possono vincere da soli. Al G20 abbiamo visto Paesi che si sono avvicinati alle posizioni degli altri con il giusto linguaggio. Ringrazio l’ambasciatore Mattiolo e tutti gli sherpa per il lavoro fatto. Qualcosa al G20 è cambiato, ossia che senza cooperazione non andiamo avanti e la cooperazione migliore che conosciamo è il multilateralismo, con regole scritte tanto tempo fa e ci hanno garantito prosperità. Le regole da cambiare si devono cambiare insieme. É facile suggerire cose difficili, difficile è eseguirle. Quello che ha fatto il G20 è un risultato straordinario che poteva essere raggiunto solo in un contesto multilaterale. Quello che stiamo facendo oggi è un passo avanti in situazione difficile».
Il premier ha ricordato che questo vertice ha rappresentato solo il momento finale di un anno in cui i ministri hanno lavorato in maniera incessante. Ha proseguito poi elencando i vari successi raggiunti: un sistema riformato di tassazione internazionale, il superamento del protezionismo per i prodotti sanitari con la distribuzione dei vaccini ai Paesi più poveri del mondo, i legami sempre più intensi tra finanza e salute, la costruzione delle basi per una ripresa più equa.
Ma, come ribadito da Draghi, non sta in questo il successo del vertice. «In cosa siamo riusciti? É un summit di successo nel senso di mantenere vivi i nostri sogni, impegnarci a ulteriori provvedimenti, stanziamenti di denaro, ulteriori promesse di riduzione. Negli ultimi mesi sembrava che i Paesi emergenti non avessero nessuna intenzione di prendere altri impegni» – ha aggiunto, ricordando: «il successo finale viene formulato poi sulla base di quello che facciamo e non di quello che diciamo. Impegno collettivo a essere più concreti e seri». Ha, infatti, ricordato l’impegno preso sul clima: «per la prima volta i Paesi si sono impegnati a mantenere a portata di mano l’obiettivo di contenere il surriscaldamento sotto gli 1,5 gradi con azioni immediate e impegni a medio termine. L’impegno su emissioni zero è più verso il 2050. Nel comunicato non è così preciso, ma prima era assente». Sottolineata, in particolare, la posizione di Cina e Russia: «dalla Cina fino a pochi giorni fa mi attendevo un atteggiamento più rigido, c’è stata la volontà di cogliere un linguaggio più rivolto al futuro che al passato. La Russia e la Cina hanno accettato l’evidenza scientifica degli 1,5 gradi, che comporta notevolissimi sacrifici, non sono impegni facili da mantenersi. La Cina produce il 50% dell’acciaio mondiale, molti impianti vanno a carbone, è una transizione difficile».
In merito a Papa Francesco e al suo testo inedito (leggi qui), Draghi ha detto: «è un alleato non solo del G20 ma per tutto ciò che concerne il clima e la conservazione della Terra».
Sulla chiusura del summit arriva anche il commento via Twitter della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen: «le 20 maggiori economie del mondo oggi hanno fatto grandi passi in avanti per affrontare il Covid-19 e preparare il mondo alle future pandemie, per rendere più giusta la ripresa e per affrontare il cambiamento climatico. La salute del nostro pianeta è strettamente legata alla salute delle nostre persone e delle nostre economie. Prendiamocene cura».
In merito agli accordi per il clima, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha twittato: «mentre accolgo con favore la conferma degli impegni del G20 per soluzione globali, lascio Roma con le mie speranze disattese, ma almeno non sono state sepolte».
Ora il testimone passa alla Cop26 in partenza oggi a Glasgow (ne parliamo qui). Ma Boris Johnson avverte: «sarò chiaro, se fallisce Glasgow fallisce tutto. Abbiamo fatto progressi in questo G20 ma abbiamo ancora strada davanti. C’è bisogno di volontà politica».
Palazzo Chigi ha reso noto che è stato pubblicato il G20 Rome Leaders’ Declaration.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA
