Carabiniere ucciso, scarcerato presunto assassino

Secondo la difesa mancano gravi indizi di colpevolezza

È stato scarcerato Michele Aportone. L’uomo, 70 anni, era stato arrestato lo scorso 29 ottobre per l’omicidio di Silvano Nestola, il carabiniere in pensione assassinato il 3 maggio scorso.

Il difensore di Aportone ha chiesto l’annullamento questa mattina perché mancavano gravi indizi di colpevolezza e non era pervenuta l’autonoma valutazione del gip.

I giudici del tribunale del Riesame hanno pertanto annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Sergio Tosi.

Aportone è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e da futili motivi. Anche la moglie è indagata a piede libero.

Silvano Nestola è stato ucciso con quattro colpi di fucile davanti al figlio la sera del 3 maggio 2020. Secondo l’accusa il movente sarebbe da ricercare nella relazione tra l’ex militare e la figlia dei coniugi Aportone, un rapporto che i genitori di lei non gradivano.

Contro Aportone ci sarebbero le testimonianze di una donna, che riferì ai carabinieri di aver sentito l’imputato pronunciare esplicite minacce di morte verso Nestola, ma anche della figlia, che quello stesso giorno riferì ai militari le preoccupazioni avanzate dal padre riguardo la sua relazione sentimentale.

I coniugi Aportone avrebbero installato anche un impianto Gps sull’auto della figlia per controllarne gli spostamenti ma, secondo la difesa, questo strumento sarebbe stato utilizzato solo per via delle condizione psichiche della giovane.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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