Crisi e Covid le impediscono di pagare le tasse. Imprenditrice assolta

Il Tribunale di Milano ha stabilito che le circostanze del mancato pagamento sono “anormali ed eccezionali”

Prima la crisi, poi il Covid: l’imprenditrice non riesce a pagare le tasse ma il Tribunale la assolve perché “la condotta di omesso versamento delle imposte, seppur volontariamente temuta, le è stata ‘imposta’ da circostanze anormali ed eccezionali“. È successo a Milano dove un’imprenditrice orafa si era ritrovata, a fine pandemia, con una cartella esattoriale di oltre 440 mila euro.

Come hanno ricostruito i giudici del Tribunale di Milano il pagamento, già rateizzato nel 2019, era il frutto di una crisi finanziaria di lunga data. Già nel triennio 2012-2015 l’imprenditrice si era trovata in difficoltà a causa della crisi che ha colpito il suo settore. In seconda battuta è arrivato il Covid ad aggravare ulteriormente le condizioni della società che, dopo aver tentato la via della cassa integrazione, è stata costretta a licenziare due terzi dei dipendenti.

Il mancato pagamento all’Agenzia delle Entrate sarebbe quindi riconducibile a “fattori esogeni e assolutamente estranei alle scelte dell’imprenditrice” che, se anche avesse voluto richiedere un credito bancario per saldare il suo debito, difficilmente vi avrebbe avuto accesso data la stretta delle banche sulla concessione dei fidi all’epoca già avviata.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

Rispondi