Juventus, inchiesta plusvalenze: 6 indagati

Tra cui Andrea Agnelli, Pavel Nedved, Fabio Paratici e tre dirigenti. 42 operazioni nel mirino. La società: “abbiamo operato nel rispetto delle leggi”

Juventus al centro del mirino: la Guardia di Finanza ha perquisito i locali di Torino e Milano per il recupero di alcuni documenti relativi alla compravendita di diritti alle prestazioni sportive e alla formazione dei bilanci per gli anni tra il 2019 e il 2021. Si ipotizza il reato di falso in bilancio.

Sarebbero 6 gli indagati al centro dell’indagine denominata “Prisma”: il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex responsabile dell’area sportiva Fabio Paratici e tre dirigenti finanziari, due dei quali non più in carica presso la società.

In particolare al centro dell’operazione ci sarebbero 42 operazioni di mercato avvenute tra il 2018 e il 2021 che conterebbero plusvalenze pari a 282 milioni di euro “connotate da valori fraudolentemente maggiorati“. Secondo il quadro ipotizzato dalla Procura, le plusvalenze avrebbero generato un “ricavo di natura meramente contabile e in ultima analisi fittizio” mascherando perdite di esercizio: 39 milioni anziché 171 milioni nel 2019, 89 milioni anziché 209 milioni nel 2000, 209 milioni anziché 240 milioni nel 2021.

Inoltre, sarebbe sotto esame anche il rapporto economico con Cristiano Ronaldo, con “documenti e scritture private” relative al contratto e alle retribuzioni arrestate, che non risulta al momento indagato. La Guardia di Finanza sarebbe alla ricerca di una scrittura privata la cui esistenza è stata ipotizzata per via del contenuto di una conversazione intercettata dagli inquirenti.

Con una nota diffusa in serata relativa all’indagine, la società si è detta sicura di “aver operato nel rispetto delle leggi” e ha sottolineato che «il club prende atto dell’avvio di indagini da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino nei confronti della Società nonché di alcuni suoi esponenti attuali (Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Stefano Cerrato) e passati in merito alla voce “Proventi da gestione diritti calciatori”».

L’inchiesta è condotta dai magistrati del Gruppo dell’Economia, composto dai sostituti procuratori Ciro Santoriello, Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio. L’indagine è partita dal lavoro svolto da Covisoc e Procura Federale lo scorso 27 ottobre per possibili plusvalenze fittizie atte a sistemare i buchi nel bilancio: 62 trasferimenti del calcio italiano di cui 42 che coinvolgono il club bianconero.

«Allo stato, le attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti del vertice societario e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva – si legge in una nota della Procura di Torino. – Al vaglio vi sono diverse operazioni di trasferimento di giocatori professionisti e le prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle relative intermediazioni. È altresì ipotizzato a carico della società il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto qualora una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di taluni specifici illeciti».

La perquisizione, effettuata a Borsa chiusa per tutelare il mercato finanziari, è stata precedentemente resa nota alla Consob e alla Procura Federale istituita presso la Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc).

Nonostante le varie indiscrezioni, i contorni dell’inchiesta appaiono ancora nebulosi.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI


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