Roland Garros, tra vittorie e ritirate

Agli ottavi di finale le sorprese non mancano: Sinner eliminato da Nadal mentre Musetti si ritira al quinto set contro Djokovic

In campo una partita all’insegna dell’aggressività del mancino spagnolo Rafael Nadal contro l’avversario, appena 19enne, Jannik Sinner. Fin dal primo set, tutto appare tranquillo per Rafa che, grazie a due ace, cioè il servizio che tocca terra nell’apposita area senza avere contatto con la rete né essere toccato dalla racchetta o dal corpo dell’avversario, e un paio di errori di Jannik, porta a casa il game di apertura a zero.

Poche parole, contano solamente i fatti per Nadal: lo spagnolo comanda gli scambi anche in risposta, è molto aggressivo e va subito 15-30. Sinner non trova le contro mosse e concede subito la palla break. Nadal ne approfitta e parte avanti di un break. Nonostante il braccio pesante dell’azzurro, lo spagnolo controbatte con decisione.

La tensione si fa sentire e Jannik è palesemente agitato ma non molla la presa. In questo nuovo set l’azzurro guadagna un 15 con uno dei primi errori dello spagnolo. Poi lascia partire il suo primo rovescio velenoso che gli vale il 15-30. Nadal commette il primo doppio fallo e concede la palla del controbreak a Sinner, annullata. Al secondo tentativo però l’azzurro va a segno e si avvicina nuovamente al risultato. Sembrerebbe cominciare lo schema di Jannik, i cui colpi risultano pesanti per un “defender” come Rafa. L’azzurro conquista 40 a 15, poi Nadal sale a 30 con un banale errore gratuito dell’avversario.

Gli scambi continuano per tutta la partita, tra un set e l’altro, ma lo strapotente Rafael Nadal, campione di ben 13 Roland Garros, porta a casa una vittoria schiacciante. L’azzurro sente il peso dell’inesperienza dei suoi 19 anni e non può nulla contro il re della terra. Nadal strema il suo avversario guardagnando nel secondo set un doppio break e subito dopo domina con il piglio di un dittatore, rifilando anche un doloroso “bagel”, cioè quando il set finisce con un punteggio di 6-0. Questa tipologia di set è estremamente rara nella quale non si perde alcun punto. Proprio per questo motivo, è chiamato set d’oro.

Il 7-5, 6-3, 6-0 è frutto di un Rafa pigliatutto (104-2 il record impressionante all’Open di Francia), che vola ai quarti per la 15esima volta in carriera. Sinner esce di scena tra gli applausi dell’avversario, con la consapevolezza di non aver potuto far di meglio contro il re mancino. Durante la conferenza stampa, Jannik ha ammesso: «non ho ancora avuto il tempo di analizzare la partita con il mio team, pensavo però di fare meglio questa volta rispetto allo scorso anno, di dargli più fastidio e invece non ci sono riuscito. Lui ha giocato decisamente meglio rispetto alla sfida del 2020. Non credo che la colpa sia solo del fatto che ho servito male. Rafa ha giocato bene i punti importanti ed è stato abile a farmi giocare in zone del campo che non amo. La strada è ancora lunga».

Non è andata meglio all’italiano Lorenzo Musetti che sfiora l’impresa con Novak Djokovic ma si ritira tristemente durante il quinto set. Ebbene si, è successo davvero: Novak Djokovic, classe 2002, incanta letteralmente il pubblico parigino, dominando per oltre due ore il suo rivale, tra variazioni e battute vincenti. Vinti i primi due tie-break, cioè una forma abbreviata del gioco, che solitamente consiste in un altro punto o un altro tiro, per stabilire quale sia il vincitore tra due contendenti in caso di parità, il serbo Djokovic rientra negli spogliatoi, riordina le sue idee e torna in campo con una sguardo da leone. Da quel momento si apre un’altra partita, con due set chiusi e un solo gioco lasciato a Musetti. Il giovane azzurro è investito letteralmente dal serbo e, accusato un netto calo fisico, ha chiesto un medical time-out, cioè una breve pausa per necessità mediche, poco prima dell’inizio del set decisivo. Purtroppo, a nulla è servito: Djokovic entra in modalità “cannibale”, con un 9/9 nelle palle break e ben 53 vincenti, senza concedere nemmeno le briciole al giovane rivale. Solo con un pugno di sabbia in mano, Lorenzo vede lungo sul finale e decide di alzare bandiera bianca sullo 0-4 con l’intenzione di non sentirsi ulteriormente male in vista dei prossimi impegni. Se ne va con l’applauso di gruppo ma soprattutto con quello di un Djokovic consapevole di aver avuto di fronte una delle maggiori promesse future del tennis nel prossimo decennio.

Ovviamente non sono mancate le critiche per la scelta di Musetti di abbandonare il campo. Infatti Boris Becker, ex campione tedesco e vincitore tre volte in carriera del Roland Garros, ha criticato aspramente la scelta di Lorenzo, affermando: «non ho visto un grave infortunio, per questo non credo che vada bene fermarsi. Dovresti rispettare l’altro giocatore e dire ‘oggi mi batte’, così sarebbe stato 6-0. È una prova di maturità».

Non mancano le sorprese anche durante gli ottavi femminili: Serena Williams, tennista statunitense, è uscita di scena. Purtroppo qualche difficoltà fisica ha condizionato il match della statunitense, con la kazaka Elena Rybakina che invece ha approfittato della situazione, chiudendo la partita in pochissimo tempo.

Il Roland Garros è il secondo dei tornei del Grande Slam, cioè l’insieme dei quattro tornei (Australian Open, Roland Garros, Torneo di Wimbledon, Flushing Meadows) più importanti nel mondo del tennis, che si tiene da metà maggio all’inizio di giugno a Parigi, in Francia. Si svolge nello Stade Roland Garros, impianto intitolato ad un pilota dell’aeronautica francese durante la Prima guerra mondiale. Fino al 1964 era riservato ai soli tennisti francesi oppure bisognava essere soci di un club francese. Poi l’evento è stato aperto ai tennisti di tutto il mondo.

Principalmente si disputano tornei per classe professionisti, juniores e veterani tra 35 e 45 anni d’età mentre le donne partecipano in tutte le categorie nonostante il torneo di singolare dei veterani oltre i 45 anni d’età è giocato esclusivamente dagli uomini.

Impossibile non riportare quali siano i due giocatori, maschili e femminili, che hanno ottenuto il maggior numero di vittorie dal 1925. Per la classe uomini, troviamo in testa lo spagnolo Rafael Nadal, con primo titolo ottenuto nel 2005 e la bellezza di ben 13 vittorie. Per la classe donne, invece, troviamo alla vetta Chris Evert, ex tennista leva 1954, con primo titolo ottenuto nel 1974 e 7 vittorie ottenute.

Il tennis è uno sport che non consente perdite di memoria, non permette di nascondersi in nessun angolo e soprattutto non concede colpi d’appello. Ogni punto va conquistato e ad ogni punto si ricomincia a lottare più determinati che mai.

di: Federico ANTONOPULO

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