Il saluto a Raffa

All’età di 78 anni ci ha lasciati un simbolo e icona della TV italiana. Venerdì i funerali

Si è svolto ieri il corteo funebre in onore dell’amatissima showgirl Raffaella Carrà, morta lo scorso lunedì 5 luglio. Il feretro, ricoperto di rose gialle, è partito dall’abitazione della star, in Via Nemea 21 a Roma. A salutarla c’erano moltissimi fan, presenti anche Michele Cocuzza e Barbara Boncompagni. Dopo le diverse tappe per la città in omaggio alla sua carriera, il corteo si è diretto in Campidoglio dove è stata allestita la camera ardente. Domani, invece, si terranno i funerali alle ore 12 di Santa Maria in Ara Coeli, in Piazza del Campidoglio.

Le esequie di Raffaella Carrà sono partite ieri alle ore 16, a Roma, in un corteo funebre che l’ha portata per l’ultima volta nei luoghi simbolo della sua carriera. Dopo la partenza da Via Nemea 21, si è fermata per un minuto di silenzio all’Auditorium Rai del Foro Italico (largo Lauro de Bosis), alla sede Rai di Via Teulada 66, al Teatro delle Vittorie, alla sede Rai di Viale Mazzini 14, e infine al Campidoglio. Lì, nella Sala Protomoteca, si è tenuta la camera ardente, aperta dalle ore 8 alle 12 e poi dalle ore 18 a mezzanotte.

In Campidoglio, ieri, erano presenti tanti personaggi della televisione e dello spettacolo, amici di Raffaella. «Nessuno di noi pensava che Raffaella fosse ammalata – ha detto Pippo Baudo ai giornalisti. – Ha dato un’enorme prova di forza e coraggio anche in questo. Abbiamo avuto una grande artista che ci ha invidiato tutto il mondo». Gli ha fatto eco Renzo Arbore: «ho ritrovato su YouTube il filmato del debutto di Raffaella in un mio programma nel 1969. Era  una ragazzina, senza trucco, e già dimostrava tutta la sua umanità, modestia e capacità di parlare con i giovani. Già allora si poteva intuire che sarebbe diventata una diva». Presente anche la conduttrice Maria De Filippi, entrata da una porta laterale.

Non ha, invece, trattenuto le lacrime Vladimir Luxuria. «Lei era un simbolo di libertà in una società sessuofoba. La sua è stata una rivoluzione con il sorriso – ha detto. – È stata spesso vicino a noi e alle famiglie arcobaleno. È stata la colonna sonora di tutti i nostri pride, si è sempre battuta contro le discriminazioni. Portare avanti il ddl Zan in suo nome? Non me la sento di tirarla per la giacchetta in una discussione su cui non si era espressa. Lei però è stata sempre contro la violenza e per il rispetto».

«Raffaella ci ha lasciati» – così il regista, coreografo ed ex compagno dell’artista, Sergio Japino, ha annunciato la morte di una delle showgirl più amate della televisione italiana. All’età di 78 anni, Raffaella Carrà si è spenta lunedì 5 luglio alle 16.20. «È andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre» – ha proseguito Japino nell’annuncio, unendosi al dolore dei nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti.

Da qualche tempo si era ritirata dalla vita pubblica per lottare contro un tumore ai polmoni. Come raccontato dal regista Raffaella ha dimostrato di avere “una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei”. Anche tra i suoi amici e conoscenti in pochissimi sapevano delle sue condizioni.

Prima di andarsene Raffaella ha voluto dare le sue ultime disposizioni. «Ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. Nell’ora più triste, sempre unica e inimitabile, come la sua travolgente risata. Ed è così che noi tutti vogliamo ricordarla» – ha scritto ancora Japino.

Per l’Italia Raffaella non è stata solo una showgirl ma un’artista poliedrica che ha influenzato e modellato un’epoca e i suoi costumi. Showgirl, cantante, ballerina, attrice, signora della TV: il suo caschetto biondo è diventato un simbolo, così come il suo sorriso, sempre presente.

All’anagrafe Raffaella Maria Roberta Pelloni, nasce a Bologna, si trasferisce a Roma a soli 8 anni per frequentare l’Accademia Nazionale di Danza di Jia Ruskaia, prima di tentare, poco dopo, la strada del cinema al Centro sperimentale di cinematografia. Nel 1960 ottiene una piccola parte ne La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini, tre anni dopo seguono I Compagni e Celestina con Carlo Lizzani. Arriva anche l’esperienza americana: nel 1965 affianca Frank Sinatra in Il colonnello Von Ryan ma Hollywood non le piace e torna in Italia.

Nel 1969 debutta in tv con la prima di moltissime apparizioni nella sua lunga ascesa. Raffaella viene scelta per affiancare Nino Ferrer nel programma Rai Io, Agata e tu. Lo stesso anno partecipa al programma che la consacrerà ufficialmente: con il Tuca tuca diverrà ospite fissa a Canzonissima di Corrado. A quel primo popolarissimo brano seguiranno Ma che musica maestro, A far l’amore comincia tu e Fiesta. Negli anni Ottanta è protagonista a Fantastico con Corrado, Gigi Sabani e Renato Zero ed è in questo periodo che nascerà il sodalizio, prima professionale e poi sentimentale, con Gianni Boncompagni.

Il suo successo non si è mai arrestato. Pronto, Raffaella?, Carramba! Che sorpresa negli anni Novanta (insieme allo stesso Japino che ieri ha dato il triste annuncio della sua scomparsa), e ancora la conduzione del Festival di Sanremo nel 2001 (affiancata da Piero Chiambretti, Enrico Papi, Megan Gale e Massimo Ceccherini), la sua carriera nella televisione non si è mai fermata. Gli ultimi anni l’hanno vista partecipare come coach di The voice of Italy nel 2016 e come conduttrice di A raccontare comincia tu nel 2019.

Ma non solo in Italia: Raffaella ha fatto tanta televisione anche in Spagna, dove era amatissima, così come in Sud America. I quotidiani spagnoli El Pais e El Mundo oggi le dedicano le loro prime pagine, come l’online La Vanguardia. «La regina italiana che negli anni ’70 e ’80 è entrata a far parte del panorama argentino al suono di ’03-03-456′, è morta all’età di 78 anni» – scrive l’argentino Clarín, ricordando la sua amicizia con Diego Armando Maradona. Anche il premier spagnolo Pedro Sanchez le ha reso omaggio con un tweet: «Raffaella Carrà è stata una donna che ha ispirato diverse generazioni con allegria, coraggio e impegno. La sua musica ha reso felici i nostri cuori, il suo spirito libero ha riempito le nostre anime. Riposa in pace mia cara» – ha scritto.

Tutto il mondo la riconosce come quell’icona dello spettacolo che è stata, irriverente e sensuale ma sempre sorridente, autoironica e sopra alle righe: fu lei la primissima a mostrare, sugli schermi italiani, il primo ombelico scoperto. Era il 1971. Nel novembre 2020 il Guardian britannico l’ha definita “un’icona culturale che ha rivoluzionato l’intrattenimento italiano e ha insegnato all’Europa la gioia del sesso”, un’artista al pari se non superiore ad interpreti del calibro di Mina, Milva, Patty Pravo e Giuni Russo.

Oggi il mondo dello spettacolo è in lutto per la scomparsa di Raffaella e i messaggi in suo onore arrivano copiosi. Per Renzo Arbore è la “fine della bella epoque del piccolo schermo”, “un’icona libera, brava e bella” la definisce Zucchero su Twitter. E ancora le dedicano un pensiero Gianni Morandi, Vasco Rossi, il presidente della Siae Mogol, Patty Pravo, Milly Carlucci, Enzo Paolo Turchi, Lorella Cuccarini. «Sei stata, sei e sarai l’unica regina. Per me, per tutto il mondo» – scrive Laura Pausini. «Sono sgomento, immensamente scosso, Raffaella è stata una grandissima artista, aveva talento e grande volontà, mi ricordo Mille luci, il grande successo di quella trasmissione, lei aveva come partner Mina, erano uguali anche se Mina aveva 20 centimetri di altezza in più, ha duettato con tutti i grandi sempre senza problemi, una grande artista, verrà conosciuta in tutto il mondo» – sono state le parole di Pippo Baudo. «Mi sono svegliato stamattina e mi fa stare male pensare all’ultima volta che abbiamo riso come matti» – ricorda Tiziano Ferro che nel 2007 le dedicò la hit E Raffaella è mia a cui lei partecipò nel videoclip.

Anche il mondo della politica ha espresso il suo immenso dolore per questa perdita. Due su tutti sono arrivati i messaggi del Presidente della Repubblica e del Capo del Governo. «Sono profondamente colpito dalla scomparsa di Raffaella Carrà, un’artista popolare, amata e apprezzata da diverse e numerose generazioni di telespettatori in Italia e all’estero. Volto televisivo per eccellenza ha trasmesso, con la sua bravura e la sua simpatia, un messaggio di eleganza, gentilezza e ottimismo» – l’ha ricordata Sergio Mattarella. Gli ha fatto eco il premier Mario Draghi: «con il suo talento e la sua professionalità ha avuto un ruolo decisivo nel diffondere la cultura dello spettacolo in Italia. La sua risata e la sua generosità hanno accompagnato generazioni di italiani e portato il nome dell’Italia nel mondo. Agli amici e ai nipoti vanno le più sentite condoglianze di tutto il governo».

Anche la Juventus ha voluto ricordare la tifosa speciale pubblicando una sua foto sul campo della JTC Continassa mentre indossa una maglia del club bianconero. «Il tuo sorriso e la tua energia rimarranno per sempre» – scrive, dal ritiro azzurro per gli Europei 2020, Leonardo Bonucci.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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