Giustizia, ok del Cdm

Via libera anche dal M5S

È arrivato nella serata di ieri l’okay definitivo del Consiglio dei Ministri alla proposta di mediazione sulla riforma del processo penale (di cui abbiamo parlato qui).

È stata una giornata intensa a Palazzo Chigi, soprattutto a causa delle tensioni nella maggioranza causate da alcuni passaggi del testo della riforma. Il Movimento 5 Stelle in particolare aveva manifestato un forte dissenso in merito alla prescrizione e al nodo sulla mafia.

Ma l’appello del premier Draghi alla responsabilità fatto alle forze che compongono la maggioranza ha dato infine i suoi frutti e la riforma è stata calendarizzata in Aula alla Camera domenica 1 agosto alle 14, con il voto delle pregiudiziali.

Ci sono alcune novità rispetto al testo base presentato dalla ministra Cartabia. In particolare, sono previsti tempi più lunghi, fino a 6 mesi in appello, per i processi per delitti con aggravante mafiosa, nella fase transitoria di entrata in vigore della nuova prescrizione fino al 2024. Prevista anche una deroga esplicita per quei reati nella fase transitoria, con la possibilità di termini fino a cinque anni a regime.

Al termine del lungo vertice, con una sospensione di oltre due ore nel pomeriggio, la ministra della Giustizia Marta Cartabia ha dichiarato la propria soddisfazione alla stampa: «c’è l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di concludere nei prossimi giorni l’approvazione della riforma – ha spiegato – è una giornata importante: lunghe riflessioni per arrivare a un’approvazione all’unanimità con convinzione da parte di tutte le forze politiche. Ora c’è l’obiettivo di accelerare il più possibile per concludere se possibile prima della pausa estiva questa importantissima riforma».

L’obiettivo ribadito dal Governo è garantire una giustizia più veloce, con tempi processuali ragionevoli e senza che nessun processo debba andare in fumo. Si tratta di uno dei nodi principali previsti dal piano europeo per l’attribuzione dei soldi del Recovery Fund.

Soddisfazione anche dal neo leader del Movimento, Giuseppe Conte: «non è la nostra riforma ma abbiamo contribuito a migliorarla – ha detto – abbiamo detto che non si può transigere sui processi di mafia e terrorismo e lo abbiamo ottenuto. Sono fiducioso che nella discussione generale saremo compatti».

Il segretario del PD Enrico Letta ha espresso sui social il proprio entusiasmo: «riforma della giustizia che ci avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia. Cartabia ha trovato il giusto equilibrio per superare la riforma precedente senza scadere nell’impunità», ha scritto. Negli stessi toni anche il leader della Lega Matteo Salvini: «soddisfazione per la riforma della Giustizia: come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

Rispondi