La mappa dell’odio sul web: meno intolleranza ma più radicalizzazione

Donne e disabili le categorie più colpite insieme a ebrei, omosessuali, islamici, migranti e stranieri

L’Osservatorio italiano sui DirittiVOX ha rilasciato la sesta edizione della Mappa dell’Intolleranza. Il rapporto, stilato in collaborazione con l’Università Statale di Milano, l’Università di Bari Aldo Moro, La Sapienza, l’Università di Roma e IT’STIME dell’Università Cattolica di Milano, vuole fotografare il grado di diffusione di odio e intolleranza sul web in Italia. Il quadro che emerge vede diminuire la diffusione dell’hatespeech in rete ma, parallelamente, rileva una radicalizzazione di alcune forme estreme di intolleranza.

Per questa rilevazione VOX ha raccolto un totale di 797.326 tweet nel periodo metà gennaio-metà ottobre 2021. Di questi, il 69% si sono rilevati negativi, contro un 31% di cinguettii positivi. Rispetto all’anno scorso si evidenzia quindi un numero minore di commenti di odio sul web (il periodo di rilevazione del 2020 era più breve ma aveva fatto emergere più tweet negativi). Di contro, cresce la percentuale dei negativi sui positivi, segno che alla riduzione quantitativa corrisponde un aumento qualitativo.

La Mappa dell’Intolleranza 2021 dimostra inoltre come siano aumentate le categorie prese di mira dall’odio sul web, che comprendono donne, disabili, omosessuali, ebrei, islamici e migranti. Il dato maggiore riguarda le donne, vittime del 43,70% dei commenti negativi analizzati; in particolare le più bersagliate sarebbero le figure più esposte in politica o nel giornalismo. Tra le donne che hanno ricevuto più commenti d’odio troviamo, in ordine, Giorgia Meloni, Teresa Bellanova e Vitalba Azzolini. Nell’elenco anche Emma Marrone, Barbara d’Urso, Chiara Ferragni, Ilaria Capua.

Tuttavia è nel cluster delle persone con disabilità che si è rilevato il maggior tasso di frasi d’odio (76,1% negativi). Vox spiega questa tendenza con l’utilizzo sempre più normalizzato di lessico correlato alla disabilità come insulto anche in altri ambienti (basti pensare all’espressione “demente” ampiamente impiegata).

Il report evidenzia anche alcune tendenze geografiche. Ad esempio, una maggior concentrazione dei contenuti d’odio nell’Italia del Centro-nord. I commenti antisemiti fioccano al nord ma anche nel Lazio, mentre l’islamofobia sembra essere una prerogativa prettamente settentrionale. Omofobia e xenofobia trovano terreno fertile anche al Sud, quest’ultima in particolare in Puglia, Campania e Sicilia.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA

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