Ideatore dei cortei: 28enne di Milano

Il giovane è accusato di istigazione a delinquere e ricettazione. Avrebbe fomentato la protesta su Telegram e Facebook e distribuito Green Pass intestati ad altri

Sarebbe un 28enne milanese, e non un 19enne come si pensava, il punto di riferimento del movimento no Vax italiano. Gabriele Molgora, questo il suo nome, anche conosciuto come Zeno, è ora stato sottoposto a perquisizione con l’accusa di istigazione per delinquere aggravato dal mezzo telematico.

Come scrive Alberto Nobili, il responsabile dell’antiterrorismo milanese, Zeno “è da considerarsi senza ombra di dubbio uno dei protagonisti delle proteste in atto, in grado di condizionare le scelte degli attivisti, grazie all’intensa attività di proselitismo ed incitamento allo svolgimento di iniziative illegali“.

Il 19enne, infatti, avrebbe dato il via ai cortei di protesta contro il Green Pass: sui canali usati, una chat Telegram denominata “No Green-pass! Adesso Basta! Movimento italiano” e un gruppo Facebook dal titolo “No Green Pass Adesso Basta!! Parte 2“, contava oltre 32 mila utenti iscritti.

Si sarebbe, inoltre, reso colpevole di aver inviato gratuitamente tramite Telegram circa mille certificazioni verde intestate ad altre persone, ammettendo di averle scaricate dalla rete. È stato dunque denunciato anche per ricettazione.

Il questore di Milano, Giuseppe Petronzi, lo aveva già sottoposto a settembre a daspo urbano per aver preso parte ad un’iniziativa non preavvisata alle autorità. Lo scorso 20 novembre avrebbe però lanciato una mobilitazione nazionale in piazza Duomo creando, secondo gli investigatori, “una situazione di intossicazione informativa, disorientando gli stessi manifestanti talora forse non consapevoli di dare seguito ad indicazioni di un organizzatore malevolo e virtuale“. Inoltre, come si legge nel decreto di perquisizione, avrebbe invitato i manifestanti a “trovare metodi di protesta nuovi ed eclatanti” per avere “una nuova visibilità“.

In risposta ai provvedimenti a suo danno, proprio tramite social Zeno ha lanciato un appello ai suoi sostenitori. «Per me è molto umiliante rendere pubblica una cosa del genere però sono stufo di passare per imbroglione perché metto a disposizione una carta per le donazioni. Per combattere insieme a tutti voi sono a casa senza lavorare ed ho una bambina di pochi mesi da sfamare. Sono sempre stato incensurato e ad oggi sono nella m*** perché devo pagare avvocati per daspo denunce ecc e come tutti devo fare la spesa e soprattutto fare stare bene mia figlia» – scrive, chiedendo sostegno economico e rendendo pubblica la sua situazione.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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