In Usa gli omicidi crescono del 30%

Washington ha già raggiunto quota 200 omicidi dall’inizio dell’anno, ma nelle grandi città i numeri sono ancora peggiori

Lunedì 22 novembre, alle 22.15 circa, un uomo è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco a Washington. La vera notizia, però, è che con questo fatto di cronaca la capitale degli Usa ha raggiunto quota 200 omicidi dall’inizio del 2021. Un record che non veniva infranto dal 2004 e che porta l’attenzione sulla drammatica escalation di violenza che sta investendo questa come molte altre città statunitensi.

Non si tratta infatti di una condizione peculiare di Washington ma di una tendenza generale che coinvolge anche altri importanti centri cittadini negli Stati Uniti. Il Council on Criminal Justice riporta come il numero di omicidi, rapportati a quelli dell’anno precedente, sia globalmente aumentato in 29 città. Un trend in crescita che l’Fbi stima al +30% in tutti gli Usa già nel 2020.

In questa classifica nera delle città più pericolose rientrano anche Baltimora, che per il settimo anno consecutivo ha raggiunto quota 300 omicidi, e Filadelfia che, con un’incidenza del 14% in più rispetto al 2020, nel 2021 ha registrato 496 omicidi.

Le motivazioni di queste escalation sono molte e complesse. Le autorità annoverano fra i fattori determinanti la diffusione di armi da fuoco illegali ma anche la pandemia, che ha portato a un inevitabile rallentamento tanto degli interventi della Polizia quanto dei processi.

di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/SHAWN THEW

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