Vaccini obbligatori

Il Governo italiano discuterà l’introduzione di nuove restrizioni sul Green Pass sul modello della Francia

Mentre i numeri della diffusione della variante Delta crescono, il Governo italiano pensa al modello francese come un esempio da seguire. Ma non tutti sono d’accordo: diversi gli schieramenti tra gli esponenti politici, i partiti e le associazioni di categoria.

Lo scorso lunedì il presidente d’oltralpe Emmanuel Macron ha annunciato alla Nazione nuove misure restringenti sulle vaccinazioni e sull’uso del pass sanitario Ue (leggi qui). In Francia, dal 15 settembre, infatti, tutti gli operatori sanitari e chiunque lavori con persone fragili e a rischio sarà obbligato alla somministrazione del siero, pena il mancato accesso al posto di lavoro e lo stop allo stipendio. Allo stesso modo, l’accesso a bar, ristoranti, musei, centri commerciali, luoghi pubblici in generale ma anche treni e aerei sarà riservato a chi possiede il certificato di vaccinazione. L’alternativa sarà esibire ogni volta un test negativo che, però, presto non sarà più gratuito. Se finora, dunque, Macron era stato cauto sui toni, rispettando la scelta dei francesi di vaccinarsi o meno, ora la posizione cambia: «vaccinatevi! Ci sono 9 milioni di dosi pronte, che aspettano solo di essere iniettate».

La risposta dei cittadini non si è fatta attendere: nella notte tra lunedì e martedì, subito dopo l’annuncio, la piattaforma Doctolib, usata in Francia per le prenotazioni, ha ricevuto quasi un milione di richieste – 926 mila per l’esattezza – circa 20 mila al minuto. La fermezza di Macron per contrastare una quarta ondata e per evitare nuove chiusure, dunque, ha pagato. Non senza opinioni contrarie: «instaurazione ufficiale dell’apartheid con l’estensione del pass sanitario come in nessun altro Paese al mondo» – ha dichiarato Florian Philippot, ex braccio destro di Marine Le Pen e fondatore del movimento dei Patriotes. Opinione condivisa anche dall’eurodeputata ecologista Michèle Rivasi che ha parlato di un “apartheid nel Paese dei diritti dell’uomo“.

Ora l’Italia sta valutando di seguire il modello francese. Attualmente il 40,8% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale mentre il 16,4% ha ricevuto una sola dose. Complessivamente il 60,6%, tra chi ha ricevuto il vaccino monodose e i guariti, è parzialmente coperto. Ma la variante Delta continua a preoccupare. Nell’ultima settimana i casi sono aumentati del 50% e l’Istituto superiore di sanità avverte: «questa variante sta portando a un aumento dei casi in altri paesi con alta copertura vaccinale, pertanto è opportuno realizzare un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi».

La prossima settimana il Governo discuterà di nuove misure restrittive: sul tavolo ci sono la proroga dello stato di emergenza di due mesi (attualmente dovrebbe concludersi al 31 luglio) e il rilascio del Green Pass solo dopo la somministrazione della seconda dose. Ufficiosamente, inoltre, aleggia l’idea di rendere la certificazione obbligatoria per partecipare ad eventi, viaggiare o entrare nei locali pubblici.

Ma ovviamente le opinioni sono quanto mai discordanti. La maggioranza si divide tra i parlamentari dem a favore mentre Lega e Fdi si dicono assolutamente contrari. Per Giorgia Meloni si tratta di “follia incostituzionale” mentre Matteo Salvini commenta: «non scherziamo». Alcuni esponenti del Pd chiedono di “estendere il green pass a tutti i luoghi di socialità“; per i deputati M5S in Commissione Affari sociali, invece, l’ipotesi è “prematura e pone interrogativi per coloro che devono forzatamente ricorrere al tampone“. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, si dice “per l’obbligo vaccinale al personale sanitario e scolastico“. Si dice d’accordo il leader di Azione, Carlo Calenda: «la mossa di Macron funziona ed è giusta: è un problema di salute collettiva. Se noi non vogliamo chiudere, dobbiamo fare un green pass per individuare chi non si vaccina. Noi, tutti quelli che si sono vaccinati, non possiamo essere vittime di una minoranza che non si vuole vaccinare. Certo che bisogna prendere lo stesso provvedimento di Macron. Non si può pensare di avere tutto senza dover fare nulla, la vita non funziona così» – ha detto ai microfoni di Radio 24.

Allo stesso modo, nei confronti dell’idea avanzata dal commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo e sostenuta dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, l’assessore alla Salute del Lazio, Antonio D’Amato, si dice d’accordo, così come il governatore campano Vincenzo De Luca. Per il governatore lombardo, Attilio Fontana, il provvedimento non sarebbe necessario in Lombardia.

Anche le associazioni di categoria si spaccano: Fipe-Confcommercio ha già preventivato pesanti penalizzazioni per i ristoratori ma per Federalberghi il provvedimento sarebbe “sacrosanto“.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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