Ambasciate in evacuazione

Cresce la preoccupazione mentre avanza la conquista dei talebani che ora controllano due terzi del territorio afgano

Si rinforza ancora la posizione dei talebani in Afghanistan: nelle ultime ore i militanti hanno continuano la loro avanzata e la conquista dei capoluoghi provinciali arrivando ormai a soli 50 chilometri dalla capitale (leggi qui).

Gli estremisti dello Stato Islamico hanno ormai preso il controllo della metà dei 34 capoluoghi provinciali e oltre due terzi del territorio nazionale. Il governo di Kabul controlla ancora province nel centro e nell’est, nonché la settentrionale Mazar-i-Sharif. Se da una parte il portavoce del Pentagono John Kirby, ha detto che “Kabul non è, in questo momento, in una situazione di minaccia imminente“, in quanto i talebani stanno cercando di isolarla, dall’altra ha ammesso preoccupazione “per la velocità con cui si stanno muovendo“.

Ghazni, la città più vicina alla capitale conquistata dai jihadisti, è stata consegnata in cambio di un lasciapassare dal governatore, Mohammad Davud Laghmani, che poi è stato intercettato e arrestato dalle forze governative mentre fuggiva. Una fonte del governo citata dall’agenzia Afp ha detto che, tramite la mediazione del Qatar, Kabul ha sottoposto ai Talebani la proposta “di condividere il potere in cambio della fine della violenza nel Paese“.

Il portavoce talebano Zabihullah Mujahid ha annunciato “un’amnistia generale” per chi abbia collaborato “con gli occupanti o sia parte dell’amministrazione di Kabul“, promettendo che i diplomatici e il personale delle sedi estere non correranno rischi, così come, si legge nel testo, le proprietà private e imprenditoriali. Mentre sono centinaia di migliaia gli afghani fuggiti dalle proprie città, nel timore che il ritorno dei talebani farà ripiombare il Paese nel regime brutale e repressivo sperimentato negli anni Novanta.

A Kabul, secondo quanto riferito da fonti locali, la situazione è calma, ma cresce la paura per l’avvicinarsi dei jihadisti mentre la città si sta riempiendo di sfollati fuggiti dalle aree dove infuriano i combattimenti. Usa e Germania hanno invitato i propri cittadini a lasciare la città mentre da Washington hanno annunciato l’invio di truppe militari per l’evacuazione del personale dell’ambasciata. La rappresentanza diplomatica rimarrà comunque aperta, con lo staff ridotto all’indispensabile, mentre si valuta un suo spostamento nell’area dell’aeroporto.

Dopo l’annuncio degli Stati Uniti, la Nato ha riunito un incontro urgente sul deterioramento della situazione nel Paese. ll ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito ieri sera telefonicamente il premier Mario Draghi per fare il punto sulla situazione in Afghanistan alla luce degli ultimi sviluppi. Si è ribadita la necessità di procedere con la massima attenzione per mettere in sicurezza anche il personale dell’ambasciata italiana a Kabul. 

«Nonostante il rapido deterioramento delle condizioni di sicurezza, sono pienamente in corso le attività per il trasporto umanitario del personale afghano che ha collaborato con l’Italia. Stiamo seguendo con grande attenzione e apprensione la situazione in Afghanistan. La Difesa italiana, come sempre, è operativa h24» – ha dichiarato il ministro Lorenzo Guerini, in costante contatto con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e con il premier Mario Draghi sulla situazione in Afghanistan.

Il primo ministro britannico Boris Johnson, invece, ha convocato ieri una riunione straordinaria del comitato di emergenza Cobra, organismo che si occupa di dossier urgenti relativi alla sicurezza nazionale, per “discutere dell’attuale situazione” in Afghanistan. Lo ha reso noto Downing Street. La riunione ha seguito la decisione del governo di Londra, confermata dal ministro della Difesa, Ben Wallace, di inviare 600 militari nel Paese asiatico per evacuare circa 3000 britannici tuttora residenti a Kabul o in altre città e alcuni cittadini di Paesi alleati di fronte alla travolgente avanzata dei Talebani. Anche Johnson, come Biden, ha confermato la bontà della decisione di ritirare le truppe insieme agli alleati Nato.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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