Stato-Mafia: assolti Mori, De Donno, Subranni e Dell’Utri

La sentenza dopo tre giorni e mezzo di camera di consiglio

È arrivata la sentenza del processo sulla Trattativa Stato-Mafia.

Dopo tre giorni e mezzo di camera di consiglio la corte d’Assise di Palermo ha assolto gli ex ufficiali del Ros Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni e il senatore Marcello Dell’Utri, accusati di minaccia a Corpo politico dello Stato.

In primo grado erano stati tutti condannati.

Inoltre, sono state dichiarate prescritte le accuse al pentito Giovanni Brusca ed è stata ridotta la pena al boss Leoluca Bagarella.

Confermata invece la condanna al capomafia Nino Cinà.

La trattativa Stato-mafia fu una negoziazione tra importanti funzionari dello Stato italiano e rappresentanti di Cosa nostra, che aveva l’obiettivo di far cessare la stagione stragista in cambio di un’attenuazione delle misure detentive previste dall’articolo 41 bis.

Le ipotesi di reato di minaccia e violenza al corpo politico dello Stato diedero la possibilità di iscrivere nel registro degli indagati i boss Totò Riina e Nino Cinà.

L’inchiesta iniziò negli anni ’90 ma subì due archiviazioni: venne poi riaperta nel 2008 grazie alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. Secondo quanto rivelato da lui, la trattativa, avviata da Totò Riina e Bernardo Provenzano all’inizio degli anni Novanta, sarebbe proseguita almeno fino al 1994, con la partecipazione dei fratelli Filippo e Giuseppe Graviano.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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