Elezioni in Germania, parola ai piccoli

I primi due partiti secondo il conteggio provvisorio sono Spd e Cdu-Csu, ma saranno Verdi e Fdp a decidere la coalizione

Come da pronostici, le elezioni legislative in Germania hanno portato ad un testa a testa: quello tra i socialdemocratici (Spd) e i conservatori (Cdu-Csu). L’ultimo conteggio ufficiale provvisorio, annunciato stamattina dalla Commissione elettorale federale (qui gli exit poll alla chiusura dei seggi), infatti, dà l’Spd 25,7% dei voti e il Cdu-Csu al 24,1%, il peggior risultato della sua storia. Terzi arrivano i Verdi con il 14,8%.

I socialdemocratici risorti e i conservatori che perdono consenso, dunque, cominciano a reclamare la cancellerie e l’incarico di costruire una coalizione. In questo contesto il vero ago della bilancia saranno i Verdi e i liberali della Fdp (quarto partito con l’11,5%): i loro orientamenti si riveleranno decisivi. Si prospettano settimane lunghe in vista della formazione di un Governo, tanto che se l’uscente Angela Merkel dovesse rimanere a capo dell’Esecutivo fino al 17 dicembre sarebbe la leader rimasta più a lungo alla guida del Paese (superando Helmut Kohl).

«I cittadini vogliono che ci sia un cambiamento nel Governo e vogliono che il cancelliere si chiami Olaf Scholz» – ha commentato Scholz dell’Spd, attuale ministro delle Finanze e vice di Angela Merkel nel governo di Grosse Koalition, intervenendo alla Willy Brandt Haus poco dopo la diffusione dei risultati iniziali.

Dall’altra parte, il conservatore Laschet, nel quartier generale della Cdu a Berlino, Konrad Adenauer Haus, ha dichiarato: «l’esito finale non è certo. Faremo tutto il possibile perché si possa creare un Governo sotto la guida dell’Unione ma non possiamo essere soddisfatti del risultato».

Annalena Baerbock, dei Verdi, invece, si è dichiarata molto soddisfatta dei numeri, ribadendo la necessità di un “Governo del clima“. Il segretario, Michael Kellner, tuttavia, si è detto deluso della prestazione del partito: «abbiamo fatto progressi significativi ma faccio fatica a essere entusiasta, le aspettative erano decisamente più alte». Per una coalizione i Verdi hanno dichiarato di preferiti l’Spd.

Il leader Fdp, Christian Lindner, si è subito lanciato nelle prospettive di coalizione, sottolineando che il terzo e il quarto partito dovrebbero confrontarsi prima di un’eventuale decisione. Le opzioni più probabili sembrano in ogni caso una coalizione “semaforo” (cioè Spd, Verdi e Fdp), nel caso in cui a dare le carte sia il partito socialdemocratico, o una coalizione “Giamaica” (cioè Cdu/Csu, Verdi e Fdp), nel caso in cui a dare le carte sia Laschet. 

Inoltre, dei 47 partiti in corsa, l’Alternativa fue Deutschland (Afd), stando agli exit poll della Zdf, avrebbe ottenuto 83 deputati con il 10% dei voti. Ha “perso male“, invece, il partito della Sinistra (Linke) che avrebbe ottenuto il 5%, appena sopra alla soglia di sbarramento, perdendo rispetto al 2017 il 4,2% dei consensi. La leader Susanne Hennig-Wellsow ha ammesso diversi errori commessi.

Contestualmente alle elezioni legislative si sono tenuti anche i seggi per la poltrona di sindaco della capitale. A Berlino, quindi, vince l’Spd con il 22,8/22,9% dei voti e Franziska Giffey diventa primo cittadino, succedendo a Michael Mueller. Seguono i Verdi fra il 19,7% e il 19,9% mentre la Cdu ha avuto uno dei suoi risultati peggiori nella capitale ed è data fra il 17,4% e il 18,3%. 

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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