Funivia del Mottarone, lo sgombero l’11 ottobre

Oggi sono stati resi noti i dettagli durante una riunione a Verbania. Emerge, inoltre, un nuovo testimone nell’ambito dell’inchiesta

È ufficiale: il prossimo 11 ottobre avranno inizio le operazioni di rimozione relitto della cabina numero tre della Funivia Stresa-Mottarone, precipitata lo scorso 23 maggio (leggi qui).

Oggi, infatti, si è tenuta una riunione presso il Palazzo di Giustizia di Verbania per rendere noti agli avvocati e ai tecnici dei 14 indagati e delle 53 parti lese tutti i dettagli dell’operazione. Hanno presenziato anche i consulenti tecnici nominati dalla procuratrice Olimpia Bossi. In quest’occasione è stata decisa la data definitiva di inizio dei lavori.

Per far sì che l’elicottero possa avvicinarsi, agganciare e sollevare il relitto, pesante quasi due tonnellate, una porzione di bosco (circa 80/100 alberi) dovrà essere diradata, dietro consenso già ricevuto della famiglia Borromeo, proprietaria del terreno.

Inoltre, in merito all’inchiesta per la strage che ha portato alla morte di 14 persone, c’è un nuovo testimone. Si tratterebbe di un ex dipendente della funivia che lo scorso 7 giugno si è presentato spontaneamente agli inquirenti riferendo che già in passato aveva parlato di alcune “situazioni” sul funzionamento dell’impianto. Per corroborare il suo racconto, l’uomo aveva consegnato il file audio di una conversazione con due colleghi (uno dei quali è Gabriele Tadini, caposervizio, oggi l’unico indagato agli arresti domiciliari) risalente al 2019.

La pm Olimpia Bossi ha a sorpresa depositato una riproduzione della conversazione, nel corso dell’udienza davanti al Tribunale del riesame. I difensori hanno avanzato richiesta di poter ascoltare il file nella sua interezza perché, sempre secondo quanto si è appreso, non è stata fatta una trascrizione completa del colloquio: esistono solo alcuni stralci contenuti in un brogliaccio messo a punto della polizia giudiziaria. I giudici si sono detti d’accordo e hanno aggiornato l’udienza a domani. 

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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