Sanremo, le condanne ai furbetti del cartellino

Le pene per i 15 condannati in primo grado vanno dagli 8 mesi ai tre anni e 7 mesi. Un assolto

Arrivano le condanne in primo grado per i “furbetti del cartellino”: i 16 imputati del Comune di Sanremo, di cui una è stata assolta, erano accusati di truffa ai danni dello Stato e violazione della Legge Brunetta sul pubblico impiego per essersi assentati senza giustificazione durante l’orario di lavoro e aver riportato una timbratura non veritiera sul cartellino.

Nel dettaglio, il giudice Francesca Minieri ha condannato: Giuseppe Terracciano (tre anni e due mesi, 2.570 euro di multa), Antonella Rossi (8 mesi di reclusione, 400 euro), Miriam Marangoni (8 mesi di reclusione, 360 euro), Mimo Franza (un anno e quattro mesi, 950 euro), Mirco Norberti (un anno e 8 mesi, 820 euro), Fiorella Cavalca (un anno e tre mesi, 900 euro), Tatiana Garibbo (un anno e un mese, 590 euro), Francesco Astolfi (un anno e 8 mesi, 1.520 euro), Agatino Longhitano (un anno e due mesi, 600 euro), Antonio Rao (un anno e due mesi, 620 euro), Mario Adami (un anno e tre mesi, 760 euro), Marco Checchi (tre anni e 7 mesi, 5,690 euro) e Roberto Pangallo (due anni e 10 mesi, 3.690 euro).

Minieri ha invece assolto Rita Torre per la tenuità del fatto. Precedentemente, inoltre, nell’ambito della stessa operazione altri 16 dipendenti del Comune avevano patteggiato la pena e altri 10 erano stati assolti.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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