L’Unicef chiude i suoi canali: il messaggio per i bambini afghani

La crisi politica in Afghanistan sta privando milioni di bambini dei diritti fondamentali, a partire dal cibo

Il 20 novembre si celebra la Giornata mondiale dell’Infanzia e l’Unicef ha chiuso tutti i suoi canali digitali. Una forma di protesta contro l’indifferenza con la quale la comunità internazionale sta trattando la questione dei bambini in Afghanistan.

I numeri della situazione, sulla quale pesa gravemente la crisi umanitaria e politica in atto, sono impietosi. 14 milioni di bambini non hanno accesso ad abbastanza cibo, complici anche il clima e un raccolto infruttuoso. Di questi, un milione rischia la morte per malnutrizione acuta grave.

I riflettori si devono accendere anche sulla crisi sanitaria in atto. Nel paese si registrano preoccupanti epidemie di morbillo e l’accesso a farmaci anche di primissima necessità scarseggia.

A rischio anche l’istruzione: più di 4 milioni di bambini in Afghanistan non stanno frequentando la scuola e parallelamente cresce il numero di bambini lavoratori e di matrimoni precoci, per non parlare dei reclutamenti nelle forze armate che diventano l’unica prospettiva di un pasto in moltissime realtà rurali del Paese.

Il monito lanciato dall’Unicef si richiama anche alle parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che accusa la negazione dei diritti più elementari di troppi bambini nel mondo (qui il suo intervento).

di: Marianna MANCINI

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