Non c’è due senza ter

Governo: oggi Conte si dimette. Prima il Cdm, poi al Colle da Mattarella. Avvio consultazioni difficile prima di mercoledì pomeriggio. Pd, M5S e Leu ribadiscono il proprio sostegno al presidente del Consiglio

Il Pd, il M5s, Leu, al culmine di una giornata assai tesa, gli garantiscono che gli faranno da scudo, nella fase che si aprirà con le consultazioni al Quirinale. Ma il premier non si fida: teme una ‘trappola’ di Matteo Renzi, sa che al Quirinale sul suo nome rischia di non materializzarsi la maggioranza necessaria ad avere il reincarico.

“Se Conte non pone veti su Iv, la delegazione Iv non porrà veti sul suo nome”, dicono a sera dal partito di Renzi. L’avvocato non vorrebbe subire più il ricatto dei numeri renziani, ma si arrende a una maggioranza che ancora non c’è. Consapevole del rischio che nei prossimi giorni potrà nascere il Conte ter ma anche un governo con un altro premier. L’avvocato ritarda di qualche ora, prendendosi una intera notte, la convocazione del Consiglio dei ministri in cui comunicherà la sua scelta, prima di salire al Colle. E’ il tempo necessario a ottenere garanzie dagli azionisti del governo e far maturare la scelta di quei “costruttori”, centristi e forzisti, che non hanno sciolto le riserve prima delle sue dimissioni, ma ora nella partita avranno un ruolo determinante. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella attende il passo indietro del premier per gestire una crisi di governo che si apre in un momento delicatissimo per il Paese. Ma anche per questo, osservano dalla maggioranza, nessun passaggio potrà essere formale.

Le consultazioni con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione, che non dovrebbero iniziare prima di mercoledì, si annunciano rapide ma ‘vere’, per verificare se ci siano i margini per un reincarico. Dunque sarà importante, certo, la tenuta di M5s, Pd e Leu sul nome di Conte. Ma poiché i loro numeri da soli non bastano, sarà anche cruciale capire se Iv farà il nome del premier uscente. E se lo faranno i presunti ‘responsabili’, da chi ha già votato la fiducia come Maie e Centro democratico, a eventuali nuovi ‘iscritti’ alla maggioranza. Occhi puntati dunque sui centristi e sulle mosse in extremis da Fi. A chi domanda se a questo punto possa cadere il veto su Renzi, da Palazzo Chigi si limitano a dire che ora è tutto nelle mani del capo dello Stato. Rinnovare l’accordo con Iv non sarà facile, dopo che il “mai più” era stato detto con nettezza.

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