Peng Shuai: per la WTA chiamata insufficiente

La federazione di tennis femminile chiede indagini trasparenti e libere da censure o costrizioni

Pare che non sia bastata neanche la chiamata di domenica con il presidente del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach a tranquillizzare l’opinione pubblica sul caso Peng Shuai (qui il riepilogo della vicenda). Oggi ad esprimere preoccupazione è la Women’s Tennis Association (Wta).

Tramite una portavoce, l’associazione delle donne nel tennis ha fatto sapere che la chiamata e i video diffusi «non alleviano né affrontano le preoccupazioni della Wta sul suo benessere e sulla sua capacità di comunicare senza censura o costrizione» e ancora che nessuna di queste prove può sostituire «un’indagine piena, equa e trasparente, senza censure, sulle sue accuse di aggressione sessuale, ovvero la questione che ha fatto crescere le nostre preoccupazioni iniziali».

La tennista, dopo essere scomparsa dai media in seguito all’accusa di stupro mossa all’ex vicepremier cinese Zhang Gaoli, è tornata a mostrarsi in due video e in una chiamata con Thomas Bach. Nessuna delle due prove ha però convinto l’opinione pubblica e internazionale (ne abbiamo parlato qui), intenzionata ad accertarsi delle sue condizioni non solo di salute ma anche di sicurezza.

di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/FRANCIS MALASIG

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