Cenere e lapilli

L’eruzione del Piton de la Fournaise sull’isola francese de La Réunion, uno dei vulcani più attivi del mondo

Con la prima eruzione dell’anno, il vulcano Piton de la Fournaise regala uno spettacolo unico. Ad assistere c’erano diversi escursionisti che, per evitare il coprifuoco in vigore a causa della pandemia, hanno deciso di accamparsi alle pendici del vulcano.

Il Piton de la Fournaise si trova sull’isola francese de La Réunion, nell’Oceano Indiano occidentale. Con un’altitudine di 2632 metri, è uno dei vulcani più attivi del mondo: si stima abbia eruttato circa 20 volte negli ultimi 10 anni, con una media di una eruzione ogni 9 mesi. Il vulcano occupa un terzo della superficie dell’isola nell’arcipelago delle Mascarene. Si stima che il Piton de la Fournaise, facente parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO, abbia circa 500 mila anni.

Grazie alla sua frequentissima attività, alla vista mozzafiato che si apre dalla sua cima e al suo valore per l’umanità, il vulcano de La Réunion è il sito più visitato dell’isola con circa 400 mila visitatori l’anno.

L’isola, che si trova a circa 420 km ad Est del Madagascar, venne toccato da piede europeo per la prima volta nel 1513. Denominata Dina Morgabin (“isola dell’Occidente”) dagli arabi, venne poi chiamata Île Bourbon dal Re di Francia Luigi XIII dopo l’occupazione nel 1642. Il nome definito le venne dato nel 1793 durante la Rivoluzione francese. Nel 1946 La Réunion venne dichiarata dipartimento d’oltremare francese; con il referendum del 2009, infine, venne considerata parte integrante del territorio metropolitano della Repubblica francese.

Il Piton de la Fournaise è solo uno dei 1.500 vulcani attivi che abitano il nostro pianeta. Tra quelli che regalano gli spettacoli più belli (e più pericolosi) ci sono innanzitutto il vulcano islandese Eyjafjallajökull, che dai suoi 1.600 metri d’altezza nel 2010 aveva bloccato il traffico aereo dell’Europa del nord, a causa di imponenti colonne di cenere. Scendendo più a Sud si trova la montagna vulcanica del Teide di Tenerife, che conquista il titolo della decima isola più alta del mondo. Il Belpaese, invece, ospita ben due vulcani attivi molto noti: il Vesuvio, che nel 79 d.C. distrusse le città romane di Pompei ed Ercolano, e l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa e la montagna più alta a Sud delle Alpi con i suoi 3.350 metri d’altitudine.

Spostandosi ad Est, nel continente asiatico si trovano i giganti giapponesi Sakurajima, la cui eruzione nel 1914 fu capace di unire l’isola di Sakurajima alla vicina Penisola di Osumi, e il Monte Fuji, che con i suoi 3.776 metri d’altitudine è il simbolo nipponico per eccellenza. Tra i vicini di casa delle cime giapponesi c’è il vulcano Taal, situato nel bel mezzo di un lago nelle Filippine; il cratere ospita a sua volta un altro lago che ingloba un’altra isola, conosciuta come Vulcan Point.

Un’altra regione particolarmente interessata dai movimenti vulcanici è quella del Centro America e del Messico in particolare. All’interno del Parco nazionale Izta-Popo Zoquiapan, vicino Citta del Messico, si trovano i vulcani Popocatépetl e Iztaccíhuatl. Secondo le leggende precoloniali, i due monti sarebbero due amanti aborigeni protagonisti di una tragica storia d’amore.

di: Alessia MALCAUS

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