Caso Eitan: istanza a Tel Aviv per il rientro

Gli zii paterni del bambino, unico sopravvissuto alla strage del Mottarone, si sono appellati alla Convenzione dell’Aja. Indagata anche la nonna materna

La zia paterna e tutrice legale di Eitan, Aya Biran, ha presentato al Tribunale per le questioni familiari di Tel Aviv la richiesta per il rientro del bambino in Italia sulla base della Convenzione dell’Aja. Lo zio paterno chiede una “soluzione politica rapida”. A riferirlo sono i media israeliani.

Anche la nonna materna di Eitan è ora indagata per sequestro di persona (leggi qui). Si tratta di Etty Peleg, ex moglie di Shmuel Peleg e, secondo la Procura di Pavia, possibile complice nel trasferimento del bambino in Israele.

Sul caso è intervenuto ieri il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, dicendo che il Governo sta “accertando l’accaduto per poi intervenire“.

Nel frattempo i legali di Peleg, gli avvocati Sara Carsaniga, Paolo Sevesi e Paolo Polizzi, si sono resi disponibili alla risoluzione di un caso che appare già complesso sia in sede giudiziaria che internazionale. «Dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d’impulso – hanno spiegato i legali. – Le azioni di prepotenza sono sempre sbagliate però mettiamoci nei panni di un signore che in terra straniera perde cinque familiari tragicamente, al quale i medici non parlano e gli avvocati dicono che il procedimento civile di tutela è stato fatto in modo sommario. Ci impegneremo perché vengano riconosciuti i diritti della famiglia materna, dopodiché confidiamo che Shmuel ritorni ad avere fiducia nelle istituzioni Italiane».

Le indagini, coordinate dall’aggiunto Mario Venditti e dal pm Valentina De Stefano, hanno così ricostruito i fatti: venerdì pomeriggio Peleg, dopo aver preso il bimbo dalla casa di Travacò Siccomario, in provincia di Pavia, per una visita concessa dalla zia paterna, non l’ha più riportato indietro. Nel pomeriggio si sono imbarcati su un volo privato a noleggio di una compagnia tedesca da Lugano, città raggiunta in macchina. Non è ancora chiaro se ci fosse qualcuno ad aspettare in macchina Peleg, che rischia un mandato di cattura anche per sottrazione internazionale di minore. Secondo gli accertamenti, sembrerebbe che la nonna fosse andata via dall’Italia qualche giorno prima.

Su presunti complici del blitz, dunque, indaga la Squadra mobile ma l’avvocato di Etty Peleg, che la segue nella richiesta di risarcimento per la tragedia del Mottarone, Francesco Caroleo Grimaldi, ha fatto sapere che a lui non risultano indagini in corso ai danni della donna.

Nel frattempo l’avvocato Cristina Pagni, che assiste la zia paterna, tutrice legale del bambino, insieme ai difensori Armando Simbari e Massimo Saba, ha richiesto al giudice tutelare di Pavia l’attivazione della Convenzione internazionale dell’Aja che prevede di assicurare il rientro del minore presso l’affidatario e il Paese di residenza nei casi di sottrazione internazionale. Mentre, fonti non ufficiali da Israele fanno sapere che, secondo il ministero degli Esteri israeliano, il Paese deve contribuire a che il bambino venga riportato in Italia. Non sono, tuttavia, arrivate conferme ufficiali.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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