Vittime del lavoro: ancora incidenti

Tra ieri e oggi hanno perso la vita tre operai a Genova, Napoli e in Trentino. Dall’inizio dell’anno si contano 677 vittime

Questa mattina un operaio di 54 anni è morto, a Genova, cadendo da un’impalcatura. L’uomo stava lavorando in un cantiere di ristrutturazione in via Cecchi, nel quartiere della Foce, quando ha perso l’equilibrio ed è precipitato per diversi metri. Sul luogo sono intervenuti gli operatori del 118, i Carabinieri e gli ispettori della Asl per ricostruire l’accaduto e verificare che fossero rispettate le norme di sicurezza.

«La morte di un operaio di 54 anni caduto, stamattina, dalle impalcature nel cantiere di lavori edili alla Foce, oltre ad essere un evento dolorosissimo per la famiglia e per tutti noi, è l’ennesimo schiaffo alla sicurezza sul lavoro che, dati alla mano, sta peggiorando – ha commentato il segretario generale della Cisl Liguria, Luca Maestripieri. – Non conosciamo ancora la dinamica dell’incidente mortale, né tantomeno possiamo conoscere le responsabilità che saranno accertate dalle autorità competenti, certo è che quando un lavoratore muore non si tratta mai di una fatalità, di un evento inevitabile. Si tratta a volte di fretta, a volte di misure di sicurezza non imposte o non rispettate, di taglio dei costi e dei tempi, di mancata informazione e consapevolezza dovuta alla scarsa formazione. Tutto si può riassumere nella mancanza della cultura della sicurezza sul lavoro. Non si può morire per portare a casa il pane, nel 2021 non si può morire di lavoro. Bisogna aumentare la formazione e i controlli, bisogna rinforzare gli organi di vigilanza, soprattutto nei settori più colpiti dove, dopo il commercio, al secondo posto c’è proprio il settore dell’edilizia. Nei primi 7 mesi dell’anno, in Liguria – prosegue il segretario, – sono avvenuti 50 infortuni sul lavoro al giorno. Di tutti questi, 14 sono stati mortali, in aumento del 6,3% rispetto al 2020. Non si può continuare a lasciare che le cose vadano così, lo dico ad aziende ed istituzioni: bisogna smetterla di parlare di sicurezza sul lavoro, bisogna cominciare, finalmente, a farla».

Il caso di Genova, purtroppo, è solo l’ultimo di una lunga serie di eventi tragici che stanno tingendo il Paese di rosso (leggi qui).

Sempre questa mattina, a Castelnuovo di Napoli, un uomo di 68 anni ha perso la vita mentre lavorava nell’officina di autodemolizioni di famiglia, lungo via Nazionale delle Puglie. Secondo le prime ricostruzioni, un pezzo di un’automobile si sarebbe staccata improvvisamente dalla gru che lo stava spostando, precipitando al suolo e colpendo l’uomo. La vittima è stata immediatamente soccorsa dai sanitari del 118 accorsi sul posto e trasportato in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli di Napoli, dove purtroppo non ce l’ha fatta.

L’area dell’incidente è stata posta sotto sequestro mentre si attende di sentire i dipendenti presenti e acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Non si esclude l’ipotesi del possibile errore umano durante le manovre della gru, che possano aver provocato accidentalmente la caduta del rottame, ma sulle indagini i carabinieri mantengono il più stretto riserbo.

Ieri, invece, sul ghiacciaio della Presena in Trentino, un operaio di 58 anni, dipendente dell’Azienda Carosello Tonale Spa, è morto mentre stava compiendo dei lavori di manutenzione sul tetto della stazione d’arrivo della cabinovia Paradiso-Presena. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo sarebbe rimasto schiacciato in un ingranaggio del macchinario. Vano l’intervento dei soccorritori: la vittima, trasportata con l’elicottero del 118 all’ospedale S. Chiara di Trento, è deceduto a causa dei gravi traumi riportati. Sono ancora da stabilire le cause di quanto accaduto. L’Unità operativa prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Uopsal) di Trento ha aperto un’istruttoria.

Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Inail su infortuni e malattie professionali, nei primi 7 mesi del 2021 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto sono state 312.762, 8,3% rispetto allo stesso periodo del 2020. Gli infortuni con esito mortale, invece, sono stati 677, 39 in meno rispetto ai 716 del 2020. Facendo le dovute distinzioni, sono aumentate le morti bianche a causa degli gli infortuni in itinere, passati da 113 a 134, con una aumento del 18,6%, mentre le morti sul lavoro sono state 60 in meno e sono passate da da 630 a 543, con un calo del 10%.

A livello complessivo, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro luglio sono state quasi 24 mila in più rispetto alle 288.873 dei primi 7 mesi del 2020. I dati evidenziano un aumento degli infortuni in itinere che sono aumentati del 18,9%. Sono aumentati del 6,9% quelli avvenuti durante il lavoro. Su questi dati pesano sia le chiusure, sia lo smart working. Prendendo i numeri, gli infortuni sul lavoro denunciati sono aumentati del 6,4% nella gestione Industria e servizi, passati dai 249.499 casi del 2020 ai 265.499 del 2021, del 4,4% in agricoltura (da 14.797 a 15.450) e del 29,4% fra gli statali (da 24.577 a 31.813).

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA


Rispondi