Prato, permessi di soggiorno falsi: l’inchiesta Gdf sul distretto tessile

Un’operazione ha coinvolto 400 finanzieri e 142 perquisizioni. Gli indagati sono in tutto 210

Sono in totale 210 le persone indagate nell’ambito dell’operazione “Easy permit” della Procura di Prato. L’inchiesta ha portato alla luce un giro di manodopera illegale del distretto tessile cinese alimentato da documenti e permessi di soggiorno falsi, denaro nero e lingotti d’oro.

Tra gli indagati ci sono 52 imprenditori cinesi, 46 prestanome e 83 lavoratori assunti per finta da ditte esistenti solo sulla carta. A 7 delle indagati è stato notificato il provvedimento cautelare di arresti domiciliari. Si tratta di due consulenti del lavoro e cinque titolari di società di elaborazione dati, tre italiani e due cinesi. Per un altro orientale è scattato l’ordine di soggiorno.

Nel dettaglio, l’indagine, condotta dalla Procura di Prato e dalla Guardia di Finanza, ha rilevato che in alcuni studi di consulenza del lavoro della città venivano realizzati documenti falsi che permettevano a imprenditori “occulti” cinesi di far ottenere il rinnovo di permessi di soggiorno a lavoratori orientali altrimenti sprovvisti. Una volta ottenuto il titolo, i lavoratori andavano a lavorare altrove, in nero.

Nell’ambito dell’operazione, inoltre, 400 finanzieri hanno effettuato 142 perquisizioni in cui, tra l’altro, sono stati sequestrati 250 mila euro in contanti e quattro lingotti d’oro.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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