Violenza contro le donne: i numeri, le parole, i fatti

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite per ricordare l’omicidio delle sorelle Mirabal

Sono 103 le donne che dal 1° gennaio 2021 al 7 novembre, numero che aumenta fino ad oggi, hanno perso la vita a causa di un femminicidio in Italia. Di queste, 87 sono state uccise in ambito familiare o affettivo, mentre 60 hanno trovato la morte per mano del partner o dell’ex partner.

Questi dati, resi noti dal report Omicidi volontari del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, devono fungere da campanello d’allarme, soprattutto oggi, 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Istituita nel 1998 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la Giornata è diventata una ricorrenza internazionale ufficiale il 17 dicembre 1999 con la promulgazione della risoluzione 54/134. La scelta della data non è casuale: è stata, infatti, scelta per commemorare l’omicidio delle tre sorelle Mirabal, assassinate a Malcedo, in Repubblica Dominicana, il 25 novembre del 1960.

La storia delle sorella Mirabal si intreccia con quella del regime di Rafael Leónidas Trujillo: ferme oppositrici del dittatore e mogli di tre detenuti politici, Patria Mercedes, María Argentina Minerva e Antonia María Teresa Mirabal, chiamate “le farfalle”, furono fermate dagli agenti del Servizio di informazione militare, seviziate, assassinate in modo brutale e lanciate da un dirupo con la loro auto, nel tentativo di simulare un incidente. La loro morte, tuttavia, non avvenne invano: la reazione popolare che causò porto, nel 1961, all’uccisione di Trujillo e alla fine del regime dittatoriale.

Perché è importante la giornata di oggi? In Italia, il 31,5% delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale, mentre il 54,9% dei femminicidi è stato compiuto da un partner. Questi numeri arrivano dai report Istat del 2015 e del 2018. Il fenomeno, purtroppo, non riguarda solo il Belpaese: stando a quanto riportato dall’Evidence Brief 2019 dell’Oms, infatti, il 35% delle donne in tutto il mondo è stato vittima di violenza fisica o sessuale e il 38% degli autori di un femminicidio era il partner della vittima.

Il colore della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è tradizionalmente il rosso, come le scarpe rosse che ne sono ormai diventate il simbolo. La scelta dell’oggetto rimanda ad un celebre esempio di arte pubblica, Zapatos Rojos dell’artista messicana Elina Chauvet: un’installazione di centinaia di paia di scarpe rosse, raccolte tramite il passaparola e i social network, che formano un percorso nello spazio urbano, un simbolo della marcia silenziosa delle vittime e di chi non riesce a far sentire la propria voce.

Il progetto delle scarpe rosse è stato replicato in Italia dall’iniziativa Scarpette Rosse in Ceramica nelle 45 Città della Ceramica Artistica. Partecipano tutte le città che rientrano nell’AiCC (Associazione Italiana Città della Ceramica).

Uno degli scopi principali dell’istituzione di questa Giornata è quello di fare pressioni sui Governi di tutto il mondo perché intervengano con norme e misure apposite per il contrasto alla violenza. Una priorità che viene riconosciuta, in Italia, dalla ministra della Giustizia, Marta Cartabia. «Troppe le donne uccise, troppe le richieste di aiuto non adeguatamente e tempestivamente raccolte. Una vergogna della nostra civiltà» – afferma, infatti, la Guardasigilli.

Parole simili a quelle pronunciate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo il quale la violenza rappresenta un “fallimento della nostra società” (leggi qui il discorso completo).

Per questo pochi giorni fa la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, aveva già annunciato la lavorazione di un pacchetto di norme ad hoc con interventi sul codice penale e di procedura penale per rafforzare gli strumenti di prevenzione (leggi qui).

Oggi, inoltre, in Aula al Senato si tiene l’evento No alla violenza. Il grido delle donne a cui prendono parte la presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, le senatrici di tutti i gruppi, tra cui la senatrice a vita Liliana Segre, personaggi della cultura e dello spettacolo impegnati nel contrasto al fenomeno.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO

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