Violenza sulle donne: Casellati al Senato

La presidente ha parlato oggi in occasione dell’evento “No alla violenza. Il grido delle donne”. Fico: “piaga grave inaccettabile”

La più tragica mattanza del mondo contemporaneo“: così la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha aperto l’evento No alla violenza. Il grido delle donne a Palazzo Madama (leggi qui).

«Oltre 100 femminicidi sono stati consumati in Italia dall’inizio dell’anno e per di più all’interno delle mura domestiche – ha proseguito. – È solo la punta dell’iceberg. Dietro le stime ufficiali c’è una quotidianità di violenze non dette coperte da una subdola violenza psicologica ed economica, violenze barattate come atti d’amore».

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne sono molti i personaggi istituzionali e pubblici, da Sergio Mattarella a Papa Francesco (dai un’occhiata qui e qui), che sono intervenuti denunciando la gravità del fenomeno.

Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha dichiarato: «la violenza contro le donne è purtroppo un fenomeno strutturale e non emergenziale, quasi una vittima ogni tre giorni e mezzo, dobbiamo chiederci oggi cosa dobbiamo e possiamo fare per contrastare questa piaga grave inaccettabile e chiedercelo visto la sede in cui ci troviamo rispetto al ruolo del Parlamento. È più che mai necessario sulla violenza di genere che ha complesse radici di carattere economico, sociale, culturale e richiede risposte combinate, in particolare gli stereotipi e i pregiudizi sono l’humus che alimenta la discriminazione e la violenza e non possono essere sradicati soltanto attraverso le leggi».

«Barbarie non è un termine esagerato – ha commentato ieri la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, alla presentazione della relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. – La gravità dei fatti chiamano le istituzioni anche a ripensare norme e procedure più adeguate, consapevoli che serve un approccio globale: questi fenomeni non si correggono solo a colpi di leggi, ma servono anche le leggi. E serve una formazione aggiuntiva».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI

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