Usa, morto il killer miliardario Robert Durst

Condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’amica Susan Berman, aveva confessato in un documentario HBO

È morto a 78 anni Robert Durst, il miliardario che era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’amica Susan Berman a Beverly Hills.

L’uomo è morto per un arresto cardiaco a Stockton, in California.

La vicenda giudiziaria aveva fatto molto scalpore, soprattutto perché la confessione dell’omicidio era arrivata involontariamente in un documentario della HBO e aveva sbloccato le indagini su molti omicidi irrisolti.

Ripercorriamo la storia.

Robert Durst era nato il 12 aprile 1943 in una famiglia di New York molto ricca: suo nonno era un noto imprenditore edile. Sua madre era morta quando lui aveva 7 anni, cadendo dal tetto di casa: in seguito, Durst sosterrà che si uccise. L’uomo si laureò in Economia alla Leigh University, pregistiosa università privata, nel 1965, ma rimase fuori dagli affari di famiglia. Nel 1973 conobbe Kathleen McCormack: lei aveva 20 anni e lavorava all’epoca come igienista dentale. Si sposarono, si trasferirono nel Vermont e aprirono un negozio di alimentari.

Con il tempo, Durst diventò violento: iniziò a picchiare Kathleen, che lo lasciò, tornò a vivere a New York, si iscrisse alla facoltà di Medicina e assunse un avvocato divorzista. La sera del 31 gennaio 1982 andò a una festa a casa di un’amica fuori città: in seguito, scomparve. Durst raccontò di essere andato a prenderla e disse che c’era stato un furioso litigio, a seguito del quale l’aveva accompagnata a prendere un treno per New York. Kathleen McCormack scomparve e non venne mai più ritrovata.

Nei giorni intensi dopo la scomparsa della moglie, Durst incaricò di fargli da portavoce una sua amica scrittrice, Susan Berman, a cui tornò a rivolgersi nel 2000 quando scoprì che la giudice repubblicana Jeanine Pirro aveva intenzione di riaprire l’inchiesta sulla scomparsa di Kathleen. Durst fuggì da New York, si finse una donna muta per affittare una stanza a Galveston, in Texas, e in seguito disse a Berman che la polizia lo aveva contattato e che aveva bisogno di un po’ di soldi.
Il 24 dicembre del 2000, Berman fu trovata morta, giustiziata, nel suo appartamento.

Qualche mese dopo venne ritrovato a pezzi, in alcuni sacchi della spazzatura nel tratto di mare vicino a Galveston, il corpo del vicino di casa di Durst, Morris Black: il killer fu arrestato ma pagò una cauzione di 200 mila dollari e non si presentò all’udienza successiva. Lo arrestarono diversi giorni più tardi mentre cercava di rubare un panino al pollo in un supermercato di Bethlehem in Pennsylvania.

Durst confessò l’omicidio in quell’occasione, ma dichiarò di averlo fatto per legittima difesa: sorprendentemente, venne dichiarato innocente, condannato per reati minori e restò in galera a malapena quattro anni. Nel 2004, era già libero sulla parola.

Durst ne sarebbe uscito indenne completamente se non fosse stato per un documentario della HBO che accettò di girare nel 2015. Stava registrando l’ultima puntata di The Jinx, L’uccello del malaugurio, incentrato sulla sua vita, quando pronunciò fuori onda una frase che, per gli inquirenti, valse come una confessione: “che cosa diavolo ho fatto? Li ho uccisi tutti, ovvio”.

A seguire, l’indagine sulla morte di Berman venne riaperta e Durst venne arrestato e condannato all’ergastolo.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA

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