Ambasciatore kazako: gruppi islamici radicali dietro le proteste

Il diplomatico Yerbolat Sembayev, con sede a Roma, ha accusato l’intervento esterno di terroristi “ben coordinati che avevano ricevuto un addestramento anche dall’estero”

L’ambasciatore kazako in Italia, Yerbolat Sembayev, ha confermato la linea di Tokayev affermando che il suo Paese è stato “oggetto di aggressioni armate da parte di gruppi terroristici ben coordinati che avevano ricevuto un addestramento, anche dall’estero“.

Secondo le informazioni in suo possesso, dietro ai disordini che hanno sconvolto il Kazakistan (qui le ultime sulla politica interna del Paese) ci sarebbero anche soggetti con esperienze nelle zone di guerra “dalla parte di gruppi islamici radicali“.

Sulla matrice di queste interferenze sarà aperta “un’ampia indagine“. Sembayev ha puntato il dito contro “gruppi terroristici, estremisti e criminali” che, approfittando dei disordini civili e delle prime proteste, hanno intensificato “la tensione e la violenza“.

L’ambasciatore parla anche di Russia e Italia. Riguardo l’alleato sovietico, Sembayev si dice convinto che rimanga un “partner strategico“, grazie a un’interazione “multidimensionale e completa“. L’invio del contingente russo ha infatti consentito di “proteggere le strutture strategiche e fornire copertura alle forze dell’ordine kazake“.

Ricordando che quest’anno si festeggia il 30esimo anniversario dall’avvio delle relazioni diplomatiche con l’Italia, l’ambasciatore ha poi sottolineato l’importanza delle relazioni bilaterali fra Kazakistan e Roma, che è anche il primo partner commerciale strategico del Paese in Europa, il terzo nel mondo.

di: Marianna MANCINI

FOTO: PIXABAY

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