La polizia nega l’uso di proiettili veri durante i tentativi di sedare le manifestazioni contro il golpe
Sale a 40 il bilancio delle vittime delle manifestazioni in Sudan seguite al colpo di Stato (leggi qui). Il giorno più sanguinoso è stato mercoledì quando si sono contati 16 morti.
A rendere noto il conteggio è il Comitato centrale indipendente dei medici sudanesi. L’ultima vittima è un 16enne morto a causa di un colpo alla testa.
«É deceduto in seguito alle gravi ferite riportate dopo essere stato colpito da proiettili alla testa e alla gamba il 17 novembre» – comunica il Comitato.
La polizia, tuttavia, nega di avere usato proiettili veri, sostenendo di aver usato la “forza minima” per disperdere i manifestanti.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA
