Ixpe, lanciato il satellite della missione congiunta tra Nasa e Asi

La missione, dal costo di 180 milioni complessivi, è progettata per studiare con telescopi a raggi X fenomeni violenti e misteriosi che avvengono nell’universo

Il satellite della missione Ixpe ha preso il volo dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, Florida.

La missione congiunta della Nasa e dell’Agenzia Spaziale Italiana, con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è volta a studiare i fenomeni estremi dell’universo. In particolare il satellite, lanciato con un razzo Falcon 9 della SpaceX, grazie ai suoi tre telescopi, permetterà di capire come i raggi X emessi da oggetti cosmici lontanissimi e ancora quasi sconosciuti vengono polarizzati, ossia come vibrano in una particolare direzione, contribuendo così alla conoscenza degli ambienti estremi nei quali vengono generati. 

La missione Ixpe (Imaging X-ray Polarimetry Explorer) è nata nel 2017 e ha un costo complessivo di 180 milioni. Le realtà italiane che partecipano sono diverse: l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) ha il coordinamento scientifico, a cui partecipa anche l’Università di Roma Tre, mentre l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), con l’Inaf e il supporto dell’Asi, ha ideato e sviluppato lo strumento che costituisce il cuore della missione, il Global Pixel Detector (Gpd).

L’Agenzia Spaziale Italiana, inoltre, mette a disposizione la sua base di Malindi per la ricezione dei dati e lo Space Science Data Center (Ssdc) per l’analisi dei dati.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/NASA/Joel Kowsky

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