Italia: incendi e caldo

Le fiamme non si arrestano e continuano a fare vittime. Ieri a Siracusa il record di caldo in Europa con 48,8 gradi registrati

Sono ancora giornate nere per gli incendi in Italia (ne avevamo parlato qui e qui). Ettari di boschi in Calabria, Sicilia, Sardegna e Campania sono stati mangiati dal fuoco e questa volta si contano anche vittime umane: due persone sono morte in Calabria e una in Sicilia, un triste bilancio che si aggiunge ad altri due morti, sempre nel Reggino, Antonino Cilione (34 anni) e Margherita (53) periti nel vano tentativo di salvare dalle fiamme il loro uliveto.

Solo ieri sono state 32 le richieste di intervento aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento della Protezione Civile: 10 dalla Calabria, 9 dalla Sicilia, quattro dalla Sardegna, quattro dalla Basilicata, due dalla Campania, due dal Lazio e una dalla Puglia.

In Calabria le vittime degli incendi sono stati due uomini: Mario Zavaglia, di 76 anni, è morto nelle campagne di Grotteria (Reggio Calabria), dove si era recato per accudire il proprio orto in contrada Scaletta, alle falde dei monti della Limina. Sempre in provincia di Reggio Calabria, a Cardeto, un uomo di 79 anni, Nicola Fortugno, è stato trovato morto a causa delle ustioni provocate dall’incendio scoppiato nella zona.

In Sicilia, invece, un agricoltore di 30 anni è morto a Paternò, in provincia di Catania, schiacciato dal suo trattore mentre tentava di spegnere un incendio in un podere nell’area di Ponte Barca. Stava trasportando una botte piena d’acqua sul suo trattore che all’altezza di una curva lungo la statale si è capovolto schiacciandolo e uccidendolo sul colpo.

Altre quattro persone sono rimaste ustionate a Vinco, frazione pedemontana di Reggio Calabria, e sono state portate in ospedale. In Campania, un uomo di 68 anni stava cercando di spegnere un incendio divampato nel proprio terreno ma è stato investito dalle fiamme e per questo è ricoverato in codice rosso in ospedale a Benevento. L’incidente è avvenuto in località Rotola, nel comune di Ceppaloni. A Pergusa, in provincia di Enna, le fiamme hanno minacciato un gruppo di case e due famiglie sono state evacuate.

Ieri mattina alcuni momenti di paura si sono avuti al Santuario mariano di Polsi, a San Luca, in provincia di Reggio Calabria, dove centinaia di pellegrini che arrivavano in auto e a piedi da Cinquefrondi si sono ritrovati circondati dalle fiamme. I vigili del fuoco hanno quindi fatto in modo che i pellegrini potessero lasciare in sicurezza l’area. La protezione civile ha poi chiuso la principale via d’accesso, all’altezza di Gambarie. Ora il santuario è totalmente isolato. «I piromani sono assassini ambientali. Ma le istituzioni possono e devono fare di più per fermare il fuoco, anche attraverso una coscienza collettiva più attenta e diffusa» – affermano i vescovi della Calabria.

E proprio nella punta della penisola la Giunta regionale, su proposta del presidente Nino Spirlì, ha deliberato la richiesta al Governo di dichiarazione dello stato di emergenza “in relazione agli eventi calamitosi derivanti dalla diffusione di incendi boschivi che stanno interessando il territorio della Calabria“. Nella delibera si dà anche atto che “si procederà, con successivi atti, alla quantificazione dei danni derivanti dagli eventi, a seguito di apposita ricognizione che verrà effettuata nei Comuni interessati“. «Il tema degli incendi è un’emergenza che deve trovare risposte immediate e vanno trovate con i ristori da dare a chi oggi ha perso tutto» – ha affermato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, in visita in Sicilia alle comunità colpite dai roghi.

«È stato necessario inviare nuovi rinforzi in Calabria, dove giungeranno nelle prossime ore 130 vigili del fuoco provenienti da Lazio, Lombardia, Toscana, Marche, Veneto, Emilia-Romagna – ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia a margine della riunione del Centro Operativo Nazionale dei vigili del fuoco presso il Viminale. – Continueremo a monitorare la situazione ora dopo ora, dando il pieno supporto del ministero dell’Interno e del corpo nazionale dei vigili del fuoco alle popolazioni colpite dai roghi. Purtroppo stiamo verificando una generalizzata carenza di prevenzione, che è una competenza affidata alle Regioni. Vale la pena di sottolineare che le attività da mettere in campo per prevenire gli incendi vanno pianificate quando l’emergenza non è in corso, ora non si può che far di tutto per spegnere le vaste aree che stanno andando in fumo».

Le origini dei roghi sono in parte dolose e in parte frutto della scarsa manutenzione e prevenzione delle distese boschive italiane. «Abbiamo mappato oltre 40 cause alla base degli incendi boschivi: dalle ripuliture dei fondi alle bruciature delle stoppe ai comportamenti dei piromani, che sono una percentuale residuale, al vandalismo. È capitato anche di giovani che hanno dato fuoco per vedere in azione la macchina dei soccorsi» – ha spiegato il colonnello Marco di Fonzo, comandante del Nucleo Informativo Antincendio Boschivo del Comando Carabinieri Tutela Forestale.

Ad incentivare poi le fiamme ci pensa anche l’ondata di caldo torrido che ha investito il Paese (lo avevamo annunciato qui). Quasi a confermare quanto esposto pochi giorni fa dall’Ipcc dell’Onu (leggi qui), ieri a Siracusa è stato registrato il record di caldo: poco dopo mezzogiorno i termometri hanno segnato i 48,8 gradi centigradi, temperatura mai raggiunta in Europa e di due decimi di grado superiore al precedente record di Catenanuova in provincia di Enna stabilito nel 1999 con 48,5 gradi.

Il picco del caldo proveniente dall’Africa si avrà venerdì 13 agosto quando 15 città italiane saranno da bollino rosso: Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Palermo, Perugia, Rieti, Roma, Trieste e Viterbo. Il ministero è già in stato di allerta per il massimo rischio per la salute di tutti, categorie più e meno fragili.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA

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