Bielorussia, colloquio tra Putin e Lukashenko

Sono stati trasferiti duemila migranti. Secondo Varsavia la Russia si “finge” mediatrice

La situazione al confine tra Polonia e Bielorussia si fa sempre più tesa e continua a impensierire (leggi qui).

Questa mattina un accampamento improvvisato è stato sgomberato e circa duemila migranti, in condizioni di congelamento per le temperature vicino allo zero hanno trascorso la notte in un centro logistico. Più di mille erano state trasferite martedì sera e diverse centinaia sono state rimpatriate in Iraq.

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un nuovo colloquio telefonico con Alexander Lukashenko: i due leader hanno sottolineato l’importanza della cooperazione tra Minsk e l’Unione Europea e hanno espresso una condanna ferma per le azioni contro i migranti intraprese alla frontiera polacca.

Secondo la portavoce di Lukashenko l’UE starebbe organizzando un corridoio umanitario per i duemila rifugiati nel campo: «stiamo lavorando per assistere, per quanto possibile e se vogliono, per rimpatriare gli altri 5.000. Angela Merkel, secondo gli accordi, tratterà con l’Ue, anche l’organizzazione di un corridoio umanitario in Germania», ha dichiarato.

Secondo la Polonia la Bielorussia avrebbe manipolato le informazioni grazie anche al sostegno della propaganda russa. «Sebbene la maggior parte dei migranti siano giovani uomini dell’Iraq, i servizi e la propaganda bielorussi espongono bambini e donne, sperando che le immagini esercitino ulteriore pressione psicologica sul governo della Repubblica di Polonia – ha detto Stanislaw Zaryn, portavoce del Ministro Coordinatore dei Servizi speciali di Varsavia – la Polonia, e più in generale l’Occidente, vengono accusati di aver causato una ‘crisi migratoria’, di violare il diritto internazionale e di aggressione. L’annuncio dell’ “inchiesta” di Minsk sull’uso della forza da parte di Varsavia “dopo i recenti attacchi a soldati e ufficiali polacchi fa parte delle azioni volte a diffondere menzogne sulla responsabilità polacca di azioni aggressive».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/EPA/ALEXEY NIKOLSKY

Rispondi