Long covid: il cervello è l’organo più a rischio

Un recente studio evidenzia la connessione fra il virus e una serie di disturbi neurologici nella fase discendente della malattia

A rendere il Sars-Cov-2 particolarmente insidioso sono anche gli effetti di lungo termine. Oggi una ricerca dell’Università di Brescia e dell’Istituto Neurologico Besta di Milano dimostra come l’organo più bersagliato dal cosiddetto Long Covid sia proprio il cervello. Lo studio intitolato Covid Next è stato pubblicato sulla rivista Neurological Sciences ed evidenzia come i sintomi che incorrono dopo la prima fase acuta della malattia siano soprattutto neurologici.

I sintomi più comuni di questi strascichi sono disturbi della memoria e del sonno, disfunzioni dell’umore e calo di concentrazione. Tutti fattori che concorrono a individuare una vera e propria sindrome neurologica post-Covid, che è stata osservata e individuata nel 70% dei pazienti che, in una prima fase della malattia, hanno sviluppato sintomi medio-gravi.

In alcuni pazienti l’origine di questa sindrome è stata addirittura ricondotta a una riduzione volumetrica di aree chiave del cervello dopo la malattia. Lo studio individua anche dei fattori di natura sociale all’origine del decorso neurologico: l’assenza prolungata di interazioni incide anche sullo sviluppo della materia grigia ed è particolarmente pericoloso per i pazienti anziani, che vedono un’accelerazione del processo di deterioramento cognitivo. Nei giovani la mancanza di socialità ha invece inciso sullo sviluppo di dipendenze.

Come evidenzia il presidente della Società Italiana di Neurologia e responsabile della ricerca Alessandro Padovani “fino al 70% dei pazienti con malattia di livello medio grave riferisce sintomi neurologici a 6 mesi di distanza“. Fra questi i più comuni sono stanchezza cronica, disturbi di memoria e/o concentrazione, disturbi del sonno, dolori muscolari, depressione e ansia. «Tuttavia – prosegue Padovani – questi problemi si stanno manifestando spesso anche in chi ha avuto una malattia di grado lieve».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA / CIRO FUSCO

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