Quirinale, verso un “piano B”

Il centrodestra potrebbe proporre Silvio Berlusconi come nuovo presidente della Repubblica, tuttavia i dubbi sulla riuscita dell’operazione rimangono

In attesa del vertice tra i leader del centrodestra, che si terrà probabilmente venerdì, Matteo Salvini comincia a valutare tutte le sue opzioni, compreso un “piano B” alla candidatura di Silvio Berlusconi.

Come ha fatto notare un esponente della Lega, infatti, “se Berlusconi fallisse” “il centrodestra rischierebbe l’esplosione“. Anche la capogruppo della Lega alla Camera, Molinari, ammette: «se Berlusconi avrà i numeri, ovviamente è il candidato naturale. Non è un segreto he una figura come quella di Berlusconi è divisiva».

Ecco quindi che si fa sempre più necessario trovare un’intesa su una figura d’area e presentarsi con una rosa di nomi di centrodestra che includa Moratti, Casellati e Pera.

D’altro canto, Berlusconi sembrerebbe essere intenzionato ad andare fino in fondo, escludendo il ricorso a un “piano B”, assicurando tuttavia a Salvini che la sua priorità è mantenere l’unità della coalizione.

Al momento della conta, il Cavaliere sembrerebbe perdere i circa 30 voti degli esponenti di Coraggio Italia, che tra le altre cose non hanno gradito il mancato invito al vertice di villa Grande. Dalla sua, si suppone, potrebbe invece avere i voti di: delegati regionali, i dem e pentastellati scontenti, personaggi con cui ha portato avanti un dialogo personale, Fdi e Lega, ovviamente, perché Berlusconi è convinto che Salvini e Meloni non lo tradiranno.

Lo scetticismo sulla riuscita della sua candidatura rimane. Sul fronte opposto ci sono Pd, M5s e Leu, intenzionati a farsi valere. Si presume quindi che le prime tre votazioni andranno in bianco.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK

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