Kazakistan, arrestato capo dei servizi di sicurezza

I dipendenti del consolato Usa sono stati autorizzati a lasciare il Paese

Cominciano a saltare le prime teste dopo le violente proteste e gli scontri di piazza che hanno incendiato il Kazakistan. L’ex capo dei servizi di sicurezza nazionali, già sollevato due giorni fa dalla sua carica, è stato oggi arrestato per alto tradimento.

Nel frattempo, i dipendenti “non essenziali” del consolato statunitense sono stati autorizzati alla “partenza volontaria” dal Dipartimento di Stato americano.

L’uomo arrestato è Karim Masimov, già fedelissimo dell’ex presidente kazako Nazarbayev. Nella giornata di ieri erano girate anche voci dell’arresto del numero due dei servizi, Samat Abish, notizia poi smentita.

Altre voci riportano di come le manifestazioni abbiano trovato un appoggio proprio nei servizi di sicurezza: secondo un ex consigliere di Nazarbayev, Yertysbayev, i rivoltosi avrebbero saputo dove trovare armi e sarebbero stati favoriti nell’occupazione del comando della sicurezza nazionale ad Almaty.

Non solo: il servizio di sicurezza (Knb) di cui era a capo proprio Masimov avrebbe tenuto nascoste delle informazioni su alcuni campi di addestramento nelle regioni più montagnose del Kazakistan. Di tutte queste accuse dovrà rispondere l’ex numero uno dei servizi, già “posto in un centro di detenzione provvisorio, insieme ad altri soggetti“.

Nel frattempo, l’ex presidente Nursultan Nazarbayev si troverebbe nella capitale del Paese (a differenza delle notizie circolate ieri sulla sua fuga) e ha invitato tutti a sostenere il Governo.

L’ex leader 81enne ha esortato le parti sociali a “radunarsi attorno al presidente del Kazakhstan per superare l’attuale sfida e garantire l’integrità del Paese“, evitando di diffondere “informazioni consapevolmente false e speculative“.

di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/MIKHAIL KLIMENTYEV / SPUTNIK/ KREMLIN POOL / POOL

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