Regeni, chiesto l’intervento del Governo

Il gup Ranazzi ha concluso l’udienza disponendo nuove ricerche degli imputati, mentre la Procura chiede notizie della rogatoria trasmessa all’Egitto. Nuova udienza in programma l’11 aprile

Nell’ambito della nuova udienza preliminare sulla morte del ricercatore Giulio Regeni (ne abbiamo parlato qui), il gup di Roma, Roberto Ranazzi, ha disposto che i Ros effettuino nuove ricerche degli imputati in Italia e che vengano trasmessi al Governo gli atti in merito alla rogatoria inoltrata all’Egitto nell’aprile 2019.

Per svolgere il compito, e quindi accertare luoghi di residenza e di lavoro degli 007 egiziani, i militari avranno a loro disposizione le banche dati delle forze dell’ordine, gli elenchi telefonici, i social network e diverse fonti confidenziali.

Il gup ha, inoltre, disposto una nuova udienza il prossimo 11 aprile per la verifica degli accertamenti svolti.

Durante l’udienza è stato il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco a chiedere al giudice Ranazzi di sollecitare un intervento del Governo. In particolare, la Procura chiede all’Esecutivo di chiarire se dallo scorso ottobre vi siano state novità nei rapporti con gli egiziani, se esiste l’intenzione di avviare una interlocuzione per avere risposte alla rogatoria dell’aprile del 2019 in cui si chiedevano gli indirizzi degli imputati e se, in caso di nuova rogatoria da parte del gup, il ministero della Giustizia ritiene di potere procedere alla notifica degli atti in via diretta e non diplomatica.

A loro volta, invece, le difese hanno chiesto che il processo venga sospeso.

«Il nostro Paese, il nostro Governo, scelga da che parte stare, se dalla parte di chi tortura e uccide e invoca impunità, o di chi chiede il rispetto di diritti inviolabili» – a commentato l’avvocato Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni, in merito alle richieste della Procura.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EDOARDO SISMONDI

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