Human Rights Watch accusa l’UE sulla tutela dei diritti umani

Nel suo rapporto annuale l’organizzazione non governativa denuncia Bruxelles di non aver agito tempestivamente su questioni come la povertà, il razzismo e il rispetto dei diritti delle donne e della comunità LGBTQ

Human Rights Watch accusa l’Unione Europea. Nel suo rapporto annuale, l’organizzazione non governativa che si occupa della difesa dei diritti umani denuncia il supporto di Bruxelles a regimi che non rispettano i diritti legati all’immigrazione, all’asilo e alla comunità LGBTQIA+.

Secondo l’ONG, la retorica comunitaria dell’UE sui diritti umani sarebbe molto distante dalla pratica. Tra gli esempi citati dal rapporto c’è la militarizzazione e l’emergenza umanitaria al confine tra la Bielorussia e la Polonia, e i respingimenti in atto sulle altre frontiere esterne dell’Europa. «In più di un’occasione abbiamo visto che l’impegno dell’Unione europea sui diritti umani tende a vacillare quando il gioco si fa duro», ha detto Benjamin Ward, vice direttore per l’Europa e l’Asia Centrale di Human Rights Watch ».

HRW ha ribadito che spetta ai leader democratici il compito di dimostrarsi all’altezza delle sfide nazionali e globali e di garantire la democrazia. Secondo l’organizzazione, nel 2021 – tenuto conto anche della pandemia – i governi democratici si sono maggiormente concentrati su questioni politiche a breve termine, non riuscendo ad affrontare questioni come l’emergenza climatica, la disuguaglianza, l’ingiustizia razziale e la povertà.

 In alcuni Paesi, come la Polonia e l’Ungheria, sono finiti sotto attacco anche i diritti delle persone LGBTQIA+, delle donne, oltre l’indipendenza della magistratura e la libertà di stampa. Secondo Human Rights Watch, anche se la retorica degli Stati membri è stata ferma nel condannare questi attacchi allo stato di diritto e alle istituzioni democratiche, sono mancate le azioni concrete previste dalla procedura dell’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, così come l’attivazione di sistemi per condizionare l’invio di fondi al rispetto dei principi dell’UE.

Le risposte degli Stati si sarebbero rivelate, secondo l’ONG, inadeguate e, in alcuni casi, avrebbero addirittura aggravato le violazioni dei diritti.

di: Francesca LASI

FOTO: PIXABAY

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